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Cavarzere

Morte di Adriano Danieli, condannati i Fratelli Belcaro

Un anno e 4 mesi per omicidio colposo. Pena sospesa a condizione venga pagata la provvisionale di 390mila euro ai familiari

Morte di Adriano Danieli, condannati i Fratelli Belcaro

CAVARZERE - Un anno e quattro mesi di condanna in primo grado per i fratelli Doriana, Flavio e Martino Belcaro, amministratori dell’omonima ditta Fratelli Belcaro, per l’omicidio colposo in concorso di Adriano Danieli, deceduto nel piazzale della loro azienda il 31 agosto del 2017 durante il lavoro. La condanna è arrivata ieri dal giudice monocratico Roberta Marchiori, che ha condizionato la sospensione della pena per i tre fratelli al pagamento delle provvisionali ai familiari di Danieli: in totale 390mila euro, più le spese processuali e di costituzione in causa.

Sono passati oltre quattro anni da quella che fu una vera e propria tragedia. Adriano Danieli, 40 anni, quel 31 agosto fu travolto e ucciso da una scarica elettrica da migliaia di volt. “Bertajon”, come lo conoscevano tutti, era un dipendente storico della ditta Fratelli Belcaro, in via Fenilon, lungo la strada che da Cavarzere va verso Adria. L’uomo, secondo quanto ricostruito dalle indagini condotte dalla Procura di Venezia, affidate al sostituto procuratore Giorgio Gava, si trovava all’interno della cesta mobile montata su una autogru, e la stava utilizzando attraverso un radiocomando, allacciato alla cintura. Mentre sollevava sempre di più la cesta col braccio meccanico della autogru, non si accorgeva della linea elettrica dell’Enel che passava sopra di lui, finendo con l’urtarla. La scarica elettrica che investì la cesta metallica e il 40enne cavarzerano fu tremenda, e l’uomo morì folgorato all’istante.

Quattro i capi di imputazione contestati ai tre fratelli: omicidio colposo in concorso, la mancata valutazione dei rischi, la mancata segnaletica di sicurezza e la mancata formazione per l’utilizzo della piattaforma. Il giudice ha condannato i fratelli Belcaro, difesi dall’avvocato Cinzia Ulmiri, per i primi tre capi di imputazione, assolvendoli per il terzo capo (quello relativo alla formazione). La condanna, come detto, è stata di un anno e quattro meni, pena sospesa solo a condizione che venga pagata la provvisionale ai parenti di Adriano Danieli, difesi dagli avvocati Pierfrancesco Munari (la compagna, il figlio minore, e i due fratelli maschi) e dall’avvocato Alberto Bova (la madre e la sorella di Adriano). Nello specifico 250mila euro alla compagna (dei quali 100mila al figlio minore del quale detiene la patria potestà), 30mila euro a testa ai tre fratelli di Adriano e 50mila euro alla madre.

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