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VANDALISMO
09.01.2026 - 18:06
La cassetta della posta danneggiata dai vandali
CAVARZERE - Un petardo nella cassetta della posta. E l’Avis comunale di Cavarzere insorge: “Ennesimo atto vandalico, gesto vile che offende l’intera comunità”.
Ennesimo atto vandalico perpetrato contro la sede Avis di Cavarzere e Cona: un fatto che - denunciano dall’associazione - “rappresenta un fatto grave, ignobile e inaccettabile, che colpisce non solo un edificio, ma i valori stessi di solidarietà, altruismo e servizio verso il prossimo che l’associazione incarna ogni giorno”.
“Colpire l’Avis - dicono dall’associazione - significa colpire volontari, donatori e cittadini che, in silenzio e senza tornaconto, dedicano tempo ed energie per salvare vite umane. Un’azione che non può essere derubricata a bravata, ma che va letta per ciò che è: non una bravata ma un atto di inciviltà e di totale mancanza di rispetto verso la comunità”.
Preoccupa, inoltre, la recidiva: è la terza volta che i soliti ignoti prendono di mira l’associazione, devastando la cassetta delle lettere con petardi. “Un comportamento che non richiede coraggio né intelligenza - dicono ancora dall’associazione - ma rivela solo una preoccupante assenza di senso civico e morale. Avis è e resterà un presidio di umanità, impegno civile e responsabilità sociale. Chi offende questi valori con questi atti criminosi dimostra solo povertà morale e disprezzo per il bene comune”.
L’associazione “condanna con la massima fermezza quanto accaduto e allo stesso tempo ribadisce che nessun gesto vandalico potrà fermare l’impegno quotidiano dei volontari, né scalfire il senso di appartenenza e di servizio che anima l’Avis di Cavarzere e Cona. Da episodi come questo emerge con ancora più forza la necessità di educare al rispetto, alla legalità e alla responsabilità, soprattutto verso quelle realtà che operano gratuitamente per il bene di tutti”. L’Avis - dicono ancora dall’associazione - “continuerà a fare ciò che conta: salvare vite donando sangue. Altri, per l’ennesima volta, in modo vigliacco, becero e meschino, si sono limitati a dimostrare di saper solo fare rumore al buio”.
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