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LA POLEMICA

“Hanno affossato il confronto”

Referendum, niente dibattito tra tesi opposte. E il sindaco accusa il fronte del no.

“Hanno affossato il confronto”

Il sindaco di Cavarzere Pierfrancesco Munari ha contestato pubblicamente il comitato per il no

CAVARZERE - Referendum: salta il confronto tra le tesi del “sì” e quelle del “no”, e il sindaco Pierfrancesco Munari punta il dito proprio verso il comitato per il no al referendum (a cui - sottolinea - “hanno aderito Pd, Avs, Cinque stelle, Cgil, Spi-Cgil e Anpi”), reo di aver “deciso di declinare il nostro invito a partecipare a una serata di confronto pubblico tra le parti”. E così, il comitato per il sì, sostenuto da FdI, Lega, Forza Italia e Nazione futura, va avanti per la propria strada, proponendo un incontro a tema, fissato per venerdì pomeriggio, 13 marzo, alle 18.30 in biblioteca civica, incentrato solamente sulle proprie ragioni: un incontro che sarà aperto proprio da Munari, mentre poi sarà l’avvocato rodigino Marco Petternella ad illustrare la posizione di chi è per il “sì” al quesito di domenica 22 e lunedì 23 marzo.

Il comitato per il no, dal canto suo, ha organizzato un altro appuntamento che è invece in programma per domenica mattina alle 10, nella sala convegni di palazzo Danielato: il relatore sarà Massimo Michelozzi, già sostituto procuratore di Venezia, presentato dalla presidente dello Spi-Cgil di Cavarzere e Cona Liana Isipato.

Avevamo proposto un momento di dialogo e contraddittorio con due autorevoli ospiti che dovevano presentare le ragioni del sì e del no, convinti che il confronto aperto e trasparente sia sempre un valore per i cittadini - accusa però Munari - prendiamo atto della loro scelta. Noi però andiamo avanti per la nostra strada, con serietà e con la volontà di informare i cittadini. Lo faremo - aggiunge, lanciando il convegno di domani - insieme a un grande professionista, che saprà spiegare con competenza e chiarezza le ragioni di una riforma necessaria e storica per il nostro Paese. Il confronto è sempre una ricchezza e l’informazione è un diritto dei cittadini”.

Ma la polemica è innescata.

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