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AMBIENTE

Biogas, il Tar conferma lo stop

Rigettato il ricorso della società proponente. Il sindaco Munari: “Avallata la linea tenuta dall’amministrazione a tutela della salute”.

Biogas, il Tar conferma lo stop

CAVARZERE - Niente biogas a Cavarzere: il Tar del Veneto ha respinto il ricorso presentato dalla società Martinelle Energia srl. La sentenza, pubblicata l'8 aprile, conferma dunque lo stop all’impianto di produzione di biogas in città. E il sindaco, Pierfrancesco Munari, canta vittoria: "La decisione - spiega - ribadisce la validità delle valutazioni espresse a suo tempo e conferma la linea sostenuta dall’amministrazione comunale, a tutela del territorio e della salute pubblica. Il provvedimento - aggiunge - si inserisce in un contesto che richiede un equilibrio tra sviluppo delle energie rinnovabili e salvaguardia delle condizioni ambientali e sanitarie locali". E il sindaco conclude: "L’amministrazione continuerà a operare con responsabilità e attenzione, nell’interesse della comunità".

La vicenda legata all’impianto a biogas della Martinelle Energia risale al 2023. L’impianto è stato attivato con autorizzazione regionale del 2010, e doveva essere alimentato con liquame bovino. L’autorizzazione è stata successivamente aggiornata dopo che, nel marzo 2023, la società Martinelle Energia ha attivato una procedura Pas per la modifica della ricetta di alimentazione dell’impianto stesso. Ma la Regione, nel luglio successivo - dopo un sopralluogo finalizzato a verificare il rispetto dell’autorizzazione - ha appurato che nell’impianto veniva utilizzata pollina, "che come noto è un effluente zootecnico avicolo". Con la stessa nota la Regione aveva dunque precisato che era di sua competenza "assentire la variante ai progetti approvati con autorizzazione unica regionale" e che "la procedura per l’introduzione della pollina negli impianti di produzione di biogas/biometano è soggetta" ad autorizzazione, anche alla luce delle misure comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria. La Regione aveva dunque diffidato la società dall’utilizzare la pollina. Dunque, il Comune ha annullato d’ufficio il titolo abilitativo formatosi all’esito della Pas.

La società, alla fine dell’agosto 2023, ha chiesto l’annullamento in autotutela della determinazione comunale. Ma Regione e Comune sono andati avanti per la loro strada. Inutili le istanze dell’azienda, avanzate anche con ricorso straordinario al Capo dello Stato.

Con la sentenza pubblicata l'8 aprile, il Tar ha dato ragione al Comune respingendo il ricorso e compensando le spese legali, tra azienda e amministrazione. In parallelo, il Tar si è pronunciato anche su un altro ricorso dell’azienda, che chiedeva l’annullamento di una sanzione amministrativa pecuniaria staccata, nell’ambito dello stesso procedimento, dalla Regione. In questo caso, il Tar ha ravvisato che la giurisdizione in materia è del giudice ordinario e non di quello amministrativo. Per questo, limitatamente alla vicenda della sanzione, ha disposto di sospendere il giudizio, disponendo la remissione degli atti alle Sezioni unite della Suprema Corte di Cassazione per l’individuazione in via definitiva del giudice munito di giurisdizione nella controversia. Ma questa è un’altra storia.

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