Vedi tutte
Chioggia
09.09.2022 - 18:50
CHIOGGIA - “Il futuro parte da Chioggia: chiedo a tutti i pescatori della città di collaborare insieme a noi perché ne va del nostro futuro. Il mare è di tutti”. Elio Dall’Acqua, pescatore e armatore di Chioggia ha fatto un appello ben preciso durante la presentazione dei progetti per la tutela dei mari di BioDesign Foundation, organizzazione no profit svizzera con a capo una figura ben nota nel mondo della pesca chioggiotta: Emanuele Mazzaro. In sala presenti anche Jonatan Montanariello, consigliere regionale del Veneto, Beniamino Boscolo Capon, presidente del consiglio comunale, e Pietro Mescalchin, presidente dell’associazione “Tegnue”.
Roberto Guerini, presidente della fondazione, ha spiegato come è nata l’idea di creare una associazione per aiutare l’ambiente marino: “Negli ultimi anni, moltissimi reti di plastica sono state gettate in mare e ancora adesso rimangono disperse. Abbiamo incontrato Elio Dall’Acqua che ci ha spiegato che non si poteva continuare così e per questo abbiamo deciso di buttarci in questo progetto. In un anno, abbiamo raccolto 100mila chilogrammi di reti sommerse e siamo orgogliosi di questo. Da qui, ovvero Chioggia, partiremo in tutto il mondo. Infatti, lavoriamo vicino le barriere dei fiumi per impedire che la plastica finisca nel mare e far sì che diventi microplastica”.
-1662738512052.jpeg)
Anche Elio Dall’Acqua, figura importante nel mondo della pesca, ha espresso la sua gratitudine nei confronti dell’associazione: “Con l’introduzione delle reti di plastica la situazione in mare è peggiorata drasticamente. Ci sono zone completamente invase dalla plastica, in cui non è più possibile pescare. Nel 2012, io e alcuni pescatori ci siamo resi conto di questa situazione e abbiamo cercato di fare qualcosa contattando varie organizzazioni. Purtroppo però, non siamo mai stati ascoltati veramente. Ma quando abbiamo incontrato Roberto, le cose sono cambiate e siamo riusciti a fare la differenza”.
-1662738544813.jpeg)
“Per noi, come associazione è stato un onore poter lavorare insieme ai pescatori per il nostro mare – ha continuato Guerini - ma quando si agisce sull’ambiente, nessun metodo ha validità se non si hanno dati scientifici. Per questo motivo, ci siamo affidati al dipartimento di biologia marina dell’Università di Padova, che ha la sua sede proprio a Chioggia. Insieme al presidente del dipartimento e alla docente Carlotta Mazzoldi siamo riusciti a creare una meravigliosa collaborazione proprio tra l’ateneo e noi e i dati raccolti sono stati di fondamentale importanza per capire come muoverci”.
-1662738532686.jpeg)
Invece, Mazzaro, ha introdotto un aspetto importante relativo all’inquinamento marino, ovvero il “ghost fishing”. “Le reti da pesca sicuramente distruggono la fauna e la flora, ma pensiamo sempre che rimangano nel fondale - ha spiegato - invece, alcune reti restano in superficie, e muovendosi continuano a fare quello per cui sono state create: pescare. Questo fenomeno si chiama ‘ghost fishing’ e fa sì che vengano perse quasi 2 tonnellate di pesce ogni anno che resta impigliato nella rete. Ma è un prodotto che viene completamente perso: non arriva al mercato, non arriva sulle nostre tavole e questo oltre ad essere un problema ambientale, diventa anche un problema economico. Il nostro scopo sarà anche quello di sostenere una pesca etica e vogliamo arrivare ad avere, nel 2023, zero reti da pesca abbandonate in mare”. Una sfida importante che potrebbe davvero far la differenza per il mare Adriatico.
©2024 CHIOGGIA NOTIZIE - P. Iva 01463600294 - Tutti i diritti riservati.
Email: redazione@chioggianotizie.it | Credits: www.colorser.it