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TEATRO
23.10.2022 - 23:51
Protagonisti l’Ensemble Euritmus e le “Quattro stagioni” di Astor Piazzolla
CAVARZERE - Si è svolto ieri al teatro “Tullio Serafin” di Cavarzere il secondo appuntamento del “Cavarzere Opera Festival – Tullio Serafin” organizzato dall’associazione Concetto Armonico con la direzione artistica di Andrea Castello. Protagoniste le “Quattro stagioni” di Astor Piazzolla, compositore argentino nato a Mar de Plata nel 1921 e morto a Buenos Aires nel 1992, fra i massimi compositori del suo Paese, che ha ottenuto un Klaus Broz al violoncello e Enrico Giacomin al flauto.
Da subito il concerto (presentato dal poliedrico ed energico maestro Broz) ha coinvolto il pubblico con i toni argentini scanditi dal pianoforte con il brano “Adios Nonino”, composto da Piazzolla nel 1959 durante la sua tournée nel centro America, dopo aver appreso della morte del padre chiamato familiarmente “nonino”. Successivamente l’ensemble “Euritmus” entra in scena al completo presentando le tanto attese “Quattro stagioni”: un susseguirsi di quattro brani (scritti inizialmente per essere eseguiti separati) dal tono rigorosamente argentino. L’estate, l’autunno, l’inverno e la primavera hanno fin da subito incantato il pubblico del “Serafin” che ha tributato continui applausi a scena aperta.
Non è mancata la sorpresa per il pubblico che, in questo caso, aggiunge all’ormai bis di prassi, una dedica personale dello stesso direttore artistico Castello: “Di solito non abbino mai le emozioni personali agli spettacoli che propongo al pubblico ma, in questo caso, essendo comunque il tango protagonista della serata, dedico i prossimi brani a mio padre Felice da poco scomparso che, in una balera, ha riposto tutta la sua vita, apprezzando fino alla fine il ballo liscio”. Un lungo applauso del pubblico ha accolto nuovamente l’ensemble “Euritmus” accompagnato da una coppia di ballerini: Rosa e Luciano della scuola di ballo “Moonriver”, clienti assidui della balera di Rottanova. I maestri, provenienti da Piove di Sacco, hanno danzato sulle note di “Libertango”. Rosa e Luciano, specializzati nel tango argentino, hanno coinvolto il pubblico con la loro energia: ciascun passo non era solo frutto di tanta esperienza, era soprattutto un trasporto di sentimenti che legano il corpo alla musica, la mente al cuore. Riduttivo scrivere come il pubblico abbia accolto l’esecuzione e l’interpretazione dei due bis: “Oblivion” che tradotto significa “Oblio”, fa trasparire l’anima del Tango Argentino che si riscopre nella contaminazione con altri ritmi. “Libertango” composto da Piazzolla nel 1974 è la composizione di due parole: “Libertad” e “tango” e simboleggia il passaggio del compositore dal tango tradizionale al Tango Nuevo.
“La bellezza di un festival sta nell’innovazione” afferma Andrea Castello che continua “non possiamo fermarci solamente alla musica del ‘600, ‘700, e ‘800, dobbiamo avere il coraggio di proporre al pubblico anche il “contemporaneo” o, comunque, la musica del ‘900 che sicuramente presenta uno stile diverso, ma non meno coinvolgente di altri repertori”.
Il “Cavarzere Opera Festival” ritorna domenica 30 ottobre alle ore 17 con il “Don Giovanni” live di W.A. Mozart, interpretato dai vincitori del Concorso lirico Tullio Serafin 2022. La kermesse di Concetto Armonico terminerà il 10 dicembre a Rottanova di Cavarzere (paese natale di Tullio Serafin) con il tradizionale concerto “Auguri di Natale” ideato da Castello nel 1998.
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