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Chioggia
07.07.2023 - 18:56
CHIOGGIA - La professoressa Cinzia Paolina De Lio, balzata alle cronache per le lunghe assenze e le accuse di “Inettitudine permanente e assoluta” che avevano portato alla sua destituzione dall’insegnamento rompe il silenzio con un comunicato stampa e nega non solo la destituzione ma mette in discussione il tema delle assenze. “Quanto si legge nella sentenza di Cassazione è totalmente non rispondente a verità fondata in diritto - spiega -. Non vi è alcun cenno della parola ‘destituzione’ nella sentenza di primo grado, ma appare per la prima volta dal nulla nella sentenza d'appello, poi pedissequamente riportata in quella di Cassazione: ne deriva l'assenza di qualsivoglia fondamento giuridico procedurale”. La docente prosegue spiegando che la destituzione costituisce la più grave delle sanzioni disciplinari a carico degli impiegati civili dello Stato. “E nel corso della mia carriera non ho mai ricevuto una sanzione disciplinare” - aggiunge . L’insegnante ha reso nota la dicitura del decreto emesso dal dirigente scolastico dell’Istituto Veronese-Marconi dove veniva dichiarato che De Lio è stata dispensata dall’incarico per incapacità didattica e non destituita e riprende in mano il tema delle assenze, che aveva fatto esplodere la polemica, ricordando che il Miur aveva richiesto la sua sospensione dall’incarico per incapacità didattica. “Quella delle assenze è una tesi infondata nella realtà, non credibile anche a prima vista e senza conoscere i fatti e gli atti da parte di chiunque sia dotato di pur minimo discernimento - ha aggiunto - ma, soprattutto, è una tesi ‘nuova’ che come tale non avrebbe potuto essere proposta nel ricorso d'appello”. Secondo De Lio, il processo non avrebbe dovuto prendere in considerazione questo aspetto, dato che in precedenti casi giudiziari la Corte di Cassazione aveva rigettato i ricorsi quando in Corte d’Appello veniva citato un nuovo elemento non presente nel processo di primo grado. “Mentre, dunque, pacificamente la Corte di Cassazione in tutte le sue sentenze in materia di “nuova” introduzione nel giudizio di appello si esprime per l'inammissibilità del ricorso - si legge nel comunicato scritto da De Lio -, per la prima volta nella storia della Repubblica la stessa Suprema Corte condanna la professoressa De Lio che è stata la vittima dell'introduzione di un tema nuovo in appello”.
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