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CONSUMI
02.01.2026 - 11:14
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VENEZIA - Scatteranno sabato 3 gennaio i saldi di fine stagione invernali 2026, il primo grande appuntamento promozionale dell’anno e, come da tradizione, anche il più atteso dai consumatori. Secondo il consueto sondaggio realizzato da Ipsos per Confesercenti, il 92% degli italiani è interessato ad approfittare degli sconti, mentre solo l’8% dichiara di non avere intenzione di acquistare. Un entusiasmo che potrebbe tradursi in una spesa complessiva fino a 6 miliardi di euro a livello nazionale.
Nonostante la crescita costante dell’e-commerce, il negozio fisico resta il vero cuore dell’esperienza dei saldi. L’87% di chi prevede acquisti intende infatti entrare almeno una volta in un punto vendita tradizionale. L’online, però, rappresenta ormai una seconda gamba strutturale: il 54% dichiara che comprerà anche sul web e, considerando la sovrapposizione tra i due canali, almeno il 41% farà acquisti sia offline sia online. Tra i più giovani, nella fascia 18-34 anni, il digitale pesa ancora di più, con il 63% orientato anche verso lo shopping online.
La ricerca evidenzia come il comportamento dei consumatori sia sempre più prudente. Il 40% afferma di avere già deciso cosa acquistare, ma una quota ancora maggiore, pari al 53%, conclude che comprerà solo se troverà l’offerta ritenuta davvero conveniente. Una dinamica che si riflette anche nella gestione del budget: il 54% dei consumatori dichiara di essersi imposto un tetto di spesa per la moda, senza però che questo garantisca automaticamente l’acquisto, che resta legato alla percezione della convenienza.
Tra chi ha già fissato un budget, la spesa media prevista si attesta intorno ai 292 euro a persona. Il dato della mediana restituisce però un quadro più prudente: una persona su due spenderà 200 euro o meno, segnalando una distribuzione degli acquisti molto disomogenea.
Quanto ai prodotti più ricercati, i saldi 2026 sembrano orientati soprattutto verso capi pratici e legati alla quotidianità. In cima alla lista ci sono le scarpe, scelte dal 61% degli intervistati, seguite da maglioni e felpe al 58%. Gonne e pantaloni si fermano al 33%, l’intimo al 32% e le magliette al 30%, a conferma di come le vendite di fine stagione vengano utilizzate soprattutto per rinnovare il guardaroba. Subito dopo si collocano camicie, capispalla e abiti, tutti al di sotto del 30%, mentre accessori e articoli per la casa restano marginali, con borse al 16%, biancheria per la casa al 15% e gioielli al 13%.
“I saldi invernali restano un appuntamento centrale per imprese e consumatori”, sottolinea Alvise Canniello, direttore di Confesercenti Metropolitana Venezia e Rovigo, che però invita alla cautela. “Resta evidente che i consumi non hanno ancora quella forza e quella continuità che auspichiamo. L’acquisto non è automatico e dipende dalla qualità reale delle offerte, tra sconti credibili, assortimenti adeguati e trasparenza”.
In questo scenario, secondo Confesercenti, il negozio fisico continua a fare la differenza grazie alla possibilità di confronto immediato, alla consulenza e al rapporto di fiducia con il cliente, mentre il digitale svolge un ruolo di supporto e integrazione. “Proprio per questo – conclude Canniello – è necessario tutelare i saldi e rivedere le regole sulle promozioni: tra anticipazioni e formule di pre-saldo il rischio è quello di svuotare l’evento e penalizzare chi rispetta le norme, mettendo in difficoltà il pluralismo della rete commerciale”.
Tra chi ha già fissato un budget, la spesa media prevista si attesta intorno ai 292 euro a persona. Il dato della mediana restituisce però un quadro più prudente: una persona su due spenderà 200 euro o meno, segnalando una distribuzione degli acquisti molto disomogenea.
Quanto ai prodotti più ricercati, i saldi 2026 sembrano orientati soprattutto verso capi pratici e legati alla quotidianità. In cima alla lista ci sono le scarpe, scelte dal 61% degli intervistati, seguite da maglioni e felpe al 58%. Gonne e pantaloni si fermano al 33%, l’intimo al 32% e le magliette al 30%, a conferma di come le vendite di fine stagione vengano utilizzate soprattutto per rinnovare il guardaroba. Subito dopo si collocano camicie, capispalla e abiti, tutti al di sotto del 30%, mentre accessori e articoli per la casa restano marginali, con borse al 16%, biancheria per la casa al 15% e gioielli al 13%.
“I saldi invernali restano un appuntamento centrale per imprese e consumatori”, sottolinea Alvise Canniello, direttore di Confesercenti Metropolitana Venezia e Rovigo, che però invita alla cautela. “Resta evidente che i consumi non hanno ancora quella forza e quella continuità che auspichiamo. L’acquisto non è automatico e dipende dalla qualità reale delle offerte, tra sconti credibili, assortimenti adeguati e trasparenza”.
In questo scenario, secondo Confesercenti, il negozio fisico continua a fare la differenza grazie alla possibilità di confronto immediato, alla consulenza e al rapporto di fiducia con il cliente, mentre il digitale svolge un ruolo di supporto e integrazione. “Proprio per questo – conclude Canniello – è necessario tutelare i saldi e rivedere le regole sulle promozioni: tra anticipazioni e formule di pre-saldo il rischio è quello di svuotare l’evento e penalizzare chi rispetta le norme, mettendo in difficoltà il pluralismo della rete commerciale”.
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