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TRASPORTI
02.01.2026 - 12:55
L’inizio dell’anno ha portato un adeguamento dei costi per il trasporto ferroviario regionale in Veneto, una misura legata all'inflazione e all'aumento dei costi di gestione che sta generando discussioni per l’impatto sul budget dei pendolari.
Il costo del biglietto per la tratta Venezia Santa Lucia-Padova è stato fissato a 5 euro, mentre per raggiungere Portogruaro da Venezia sono necessari ora 7,30 euro. Anche i collegamenti verso Treviso e la linea Bassano-Castelfranco-Venezia hanno subito variazioni, arrivando rispettivamente a 4,05 euro e 7,30 euro per la corsa singola.
L’aumento colpisce proporzionalmente anche i titoli di viaggio mensili. L'abbonamento tra Venezia e Padova sale a 67,20 euro, quello per Treviso (o Noale) a 57,60 euro, mentre per la tratta Portogruaro-Venezia la spesa mensile raggiunge gli 80,90 euro. La mancanza di agevolazioni specifiche per i viaggi di andata e ritorno in giornata rende l'aggiornamento particolarmente oneroso anche per chi viaggia occasionalmente senza abbonamento.
La gestione del servizio ferroviario veneto è regolata da un contratto con Trenitalia valido fino al 2032. Su questo scenario si innestano le critiche delle opposizioni in Consiglio Regionale: gli esponenti del Partito Democratico, Jonatan Montanariello e Giovanni Manildo, hanno contestato la continuità dei rincari, sottolineando come questi gravino pesantemente sui lavoratori e sui frequentatori abituali della rete.
Attualmente, la Regione Veneto ha messo a disposizione un bando per l'acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico; tuttavia, l'accesso a tali fondi è vincolato al possesso di un'automobile, lasciando di fatto privi di sussidi diretti coloro che si affidano esclusivamente alla mobilità su rotaia.
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