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02.01.2026 - 12:31
VENEZIA - Il Comune di Venezia conferma anche per il 2026 la sperimentazione del “contributo d’accesso”, il ticket che alcuni visitatori devono pagare per entrare in città in specifici giorni e orari. Si tratta del terzo anno consecutivo per questa misura, che interessa chi visita la città storica in giornata, senza pernottare nel territorio del Comune, e non rientra tra le categorie esentate. Rispetto alle 54 giornate del 2025, quest’anno le giornate soggette al contributo diventano sessanta, mantenendo l’orario dalle 8.30 alle 16. Ci saranno due periodi prolungati consecutivi, dal 24 aprile al 3 maggio e dal 29 maggio al 7 giugno, seguiti da tutti i weekend, venerdì compreso, fino alla fine di luglio, con l’aggiunta del lunedì 6 aprile. Non sarà richiesto alcun pagamento durante il Carnevale, mentre il giorno della festa del Redentore a luglio il ticket sarà comunque in vigore, anche se la celebrazione si svolgerà in serata.
Chi non prenota la propria visita con almeno tre giorni di anticipo dovrà pagare 10 euro, contro i 5 euro della tariffa ordinaria, mentre il pagamento può essere effettuato sul momento nei principali punti di accesso, come la stazione di Santa Lucia e Piazzale Roma. Murano, Burano, il Lido e le altre isole della Laguna restano escluse dalla sperimentazione.

Non tutti i visitatori sono tenuti a pagare il contributo: tra i soggetti esenti figurano i residenti nel Comune di Venezia e i loro familiari, gli studenti universitari della città, chi lavora o possiede un alloggio a Venezia, i residenti in Veneto, chi si reca in città per motivi sportivi, funerali o visite a parenti in ospedale o in carcere, così come gli amici o conoscenti autorizzati dai veneziani stessi e i partecipanti al Salone Nautico e alla Vogalonga. In passato, per alcune categorie era necessario registrarsi su un portale dichiarando il motivo della visita, ma il Garante della privacy ha sanzionato il Comune nel 2025 ritenendo la procedura una raccolta illecita di dati personali. Per il 2026 ci si aspetta quindi un regolamento rivisto, con una riduzione dei casi in cui sarà richiesta la registrazione.
Chi non rispetta le regole e non paga il contributo, oppure non dimostra il diritto all’esenzione, può essere soggetto a una sanzione amministrativa che va da 50 a 300 euro, più i 10 euro del ticket, con possibilità di denuncia penale in caso di dichiarazioni mendaci o atti falsi. Nei primi due anni di sperimentazione le multe sono state poche, ma nel 2026 i controlli potrebbero essere più stringenti. La sperimentazione avrà inizio ufficialmente il 3 aprile, e il Comune invita i visitatori a informarsi sulle modalità di pagamento e sulle categorie esenti prima di recarsi a Venezia.
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