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Vergilius, il caso diventa politico

Sul sistema di monitoraggio in Romea annunciato Altvelox chiede chiarezza

Vergilius, il caso diventa politico

Per l’associazione la Prefettura avrebbe smentito l'esistenza di iniziative per la sua l'installazione

CHIOGGIA - Annunciato pubblicamente, smentito per iscritto, poi coperto da un diniego formale: il caso del sistema di monitoraggio “Vergilius” sulla strada statale 309 Romea torna al centro del dibattito grazie all'intervento dell'associazione che, da mesi, chiede trasparenza e accesso agli atti.

Tutto ha inizio il 16 settembre 2025, quando il sindaco Mauro Armelao ha annunciato l'imminente installazione del sistema “Vergilius” ai due estremi del ponte translagunare. Il sistema, secondo quanto dichiarato, avrebbe dovuto monitorare velocità istantanea e media, copertura assicurativa e provenienza dei veicoli, con l'approvazione del Comitato interprovinciale per l'ordine e la sicurezza, alla presenza di Anas, Prefettura e Regione Veneto.

A seguito dell'annuncio, Altvelox – associazione nazionale tutela utenti della strada – ha richiesto formalmente la documentazione relativa al progetto: atti, autorizzazioni, collaudi, convenzioni.

La risposta della Prefettura di Venezia, datata 23 settembre, ha però smentito l'esistenza di qualsiasi iniziativa amministrativa per l'installazione del sistema, contraddicendo di fatto le dichiarazioni pubbliche.

Il 25 settembre, Anas ha negato l'accesso agli atti, sostenendo che Altvelox non avesse un interesse diretto e concreto, e rimandando genericamente alla sezione “Società trasparente” del proprio sito. Un diniego che, secondo l'associazione, ostacola il diritto dei cittadini a verificare la legittimità di sistemi che incidono su sanzioni e dati personali.

Altvelox ha quindi presentato ricorso alla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il 18 dicembre 2025, la Commissione ha accolto il ricorso, riconoscendo la legittimità della richiesta e invitando Anas a riesaminare l'istanza.

"Quando gli atti esistono e sono detenuti, non si fa melina: si consegnano - afferma Gianantonio Sottile Cervini, presidente di Altvelox - Non è ammissibile che si annunci pubblicamente un sistema di controllo come già operativo, per poi scoprire che non esiste alcun riscontro ufficiale. I cittadini non sono sudditi: chiedere trasparenza è un diritto, non un favore".

L'associazione ha già presentato una denuncia-querela e, in assenza di risposte puntuali, si dice pronta a procedere con ulteriori azioni legali.

"Oggi – conclude Altvelox – chiediamo ad Anas di consegnare la documentazione richiesta, in modo completo e verificabile. È un passaggio dovuto, non più rinviabile".

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