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veneto
06.01.2026 - 14:50
VENEZIA – La settimana della Befana si apre con una intensa ondata di freddo artico che interesserà gran parte dell’Italia, con neve fino in pianura in alcune zone del Centro-Nord. La causa è un vortice polare instabile che da giorni si estende sull’Europa centro-settentrionale, garantendo nevicate a bassa quota e temperature ben sotto lo zero, fino a -10°C in alcune aree.
L’aria gelida artica ha già iniziato a invadere il Nord e il Centro, dove al mattino si registrano valori minimi inferiori ai -5°C. La situazione si intensificherà con una saccatura in risalita proprio il 6 gennaio, che tra il 7 e l’8 trascinerà masse d’aria fredda anche al Sud, con temperature mediamente inferiori di circa 5°C rispetto alla norma stagionale.
Il contrasto tra aria fredda a Nord e correnti miti sub-tropicali a Sud sarà particolarmente evidente domani, con precipitazioni che interesseranno principalmente il Centro e il Sud, mentre al Nord-Est sono attese nevicate consistenti lungo l’Appennino e possibili fiocchi fino in pianura tra la Padana orientale e il nord delle Marche. Nelle altre regioni del Nord la neve cadrà sopra quote collinari, con accumuli fino a 15 cm sull’Appennino settentrionale.
Martedì 6 gennaio – giorno della Befana
La depressione posizionata davanti alle coste laziali determinerà precipitazioni sulle coste adriatiche, nelle aree centrali e in alcune zone del Sud. Nel pomeriggio e in serata i fenomeni interesseranno parte dell’Emilia-Romagna, le aree centrali ad esclusione della Toscana occidentale e il Meridione. Temporali localmente intensi potranno colpire Lazio, Campania e, in forma più isolata, Salento e entroterra siciliano, con rischio di nubifragi e grandinate di piccola taglia. Particolarmente critica la situazione nei territori tra Lazio, Molise e nord Campania, dove sono possibili allagamenti e piene dei corsi d’acqua.
Per quanto riguarda la neve, fiocchi interesseranno Toscana sopra i 300-500 metri, ma fino al fondovalle nel Mugello e nell’aretino; quota neve tra 100-300 metri in Umbria nord-orientale e Marche settentrionali. Nell’Abruzzo interna la neve cadrà sopra i 600 metri, mentre sull’Appennino laziale sopra i 1000 metri. Al Nord, la neve interesserà le coste adriatiche del Veneziano, del Basso Friuli e di Rovigo, con accumuli tra 0 e 10 cm in Romagna. Possibili sporadici fiocchi anche lungo il Po in Lombardia e nel mantovano.
Le temperature massime oscilleranno tra 1 e 6°C al Nord, 4-10°C al Centro e 14-20°C al Sud, con gelate diffuse sulla Pianura Padana occidentale. Venti tesi di Bora sull’alto Adriatico, di tramontana in Liguria, di grecale al Centro e di Libeccio al Sud.
Mercoledì 7 gennaio
La saccatura si sposterà verso il Meridione, portando freddo e precipitazioni soprattutto sul medio-basso Adriatico e al Sud. Ampie schiarite interesseranno il Nord e l’alto Tirreno. Forti temporali colpiranno alcune regioni meridionali, con nubifragi, grandinate e raffiche di vento. Residue nevicate saranno possibili fino in pianura tra la bassa Romagna e il nord delle Marche. La neve cadrà ancora sulle colline interne delle Marche, dell’Umbria orientale e dell’Abruzzo interno, mentre in Campania si attende tra i 600 e gli 800 metri, quota simile in Basilicata e Puglia (leggermente più bassa sul Gargano). In Sicilia e Calabria, neve sopra gli 800-1000 metri.
Le temperature massime resteranno stazionarie al Nord e al Centro, mentre scenderanno tra 9 e 16°C al Sud. Gelate diffuse interesseranno il Nord, con valori sotto i -5°C sulle zone occidentali e deboli gelate anche nelle aree interne centrali. Venti sostenuti continueranno sull’alto Adriatico e al Centro-Sud, con Maestrale forte tra le Isole Maggiori, Calabria e Puglia meridionale.
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