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SANITA’
07.01.2026 - 13:10
Il consigliere regionale interroga la Regione: “servono investimenti concreti e strategie”
CHIOGGIA –Pronto Soccorso sotto pressione, carenze di personale e ricorso massiccio a soluzioni temporanee: la sanità pubblica nel Veneziano fatica a reggere il passo e i cittadini ne pagano le conseguenze. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale del Partito Democratico, Jonatan Montanariello, che definisce la situazione dell’Ulss 3 Serenissima “critica ma gestita con grande impegno”.
“Gli sforzi messi in campo dall’Ulss 3 Serenissima per garantire la tenuta dei pronto soccorso di Chioggia, Mestre, Dolo e Mirano vanno riconosciuti e rispettati – dichiara Montanariello –. Per assicurare l’operatività dei primi accessi si investe oltre un milione di euro in incarichi libero-professionali, ricorrendo a specialisti, medici in formazione e specializzandi per colmare vuoti di organico ormai strutturali. Ma questa situazione apre una questione politica che non può più essere rinviata: la Regione Veneto cosa sta facendo concretamente per sostenere le Ulss e incentivare lo sviluppo di una sanità pubblica efficace, efficiente, accessibile e di prossimità?”.
Secondo il consigliere dem, la realtà del Veneziano smentisce i messaggi rassicuranti che spesso giungono dai palazzi regionali. “Da anni ai cittadini viene raccontato che va tutto bene, ma il servizio sanitario nazionale, anche grazie all’impegno dell’Ulss 3 Serenissima, regge soprattutto grazie a soluzioni emergenziali e temporanee, mentre la carenza di personale e la difficoltà nel rendere attrattivo il lavoro nel pubblico restano irrisolte – spiega Montanariello –. Nel frattempo, il privato continua a crescere, intercettando risorse e professionisti, mentre il pubblico è costretto a rincorrere. L’accessibilità alla sanità e la presenza di personale sufficiente stanno diventando sempre più un optional. Una condizione che, guarda caso, non riguarda il settore privato, che continua a rafforzarsi”.
Montanariello critica l’assenza di interventi concreti da parte della Regione Veneto. “Non basta applaudire gli sforzi delle singole Ulss – aggiunge –. Quali strategie concrete esistono per evitare che il privato monopolizzi il settore? Quali risorse, quali politiche sul personale e quali investimenti reali vengono messi in campo per rafforzare la sanità pubblica?”.
Il consigliere annuncia un’azione immediata: “Presenterò un’interrogazione in Consiglio regionale. La sanità pubblica non può reggersi solo sulla buona volontà delle Ulss e su interventi tampone. Servono scelte politiche concrete, investimenti mirati e un piano strutturale per garantire a tutti i cittadini un servizio pubblico efficiente e accessibile. Non possiamo più rinviare”.
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