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07.01.2026 - 11:34
VENEZIA - “I dati del report BesT dell’Istat fotografano con chiarezza ciò che denunciamo da anni in Commissione: il Veneto sta perdendo competitività perché non investe in modo serio e strutturale sulle infrastrutture, non solo fisiche ma anche digitali, sull’efficientamento del trasporto pubblico locale e su un reale stop alla cementificazione”. È l’analisi netta di Jonatan Montanariello, consigliere regionale del Partito Democratico, che commenta i numeri diffusi dall’Istat e punta il dito contro le scelte della Regione in materia di mobilità, infrastrutture e consumo di suolo.
Secondo Montanariello, il report certifica criticità che da tempo vengono segnalate senza essere ascoltate. “Per anni – afferma – abbiamo ribadito in Commissione che senza un sistema di trasporto pubblico locale efficiente, senza infrastrutture digitali adeguate e senza una politica chiara di contenimento del consumo di suolo, il Veneto avrebbe progressivamente rallentato la propria crescita economica e sociale. Queste posizioni sono state a lungo negate o minimizzate. Oggi i numeri certificano che avevamo ragione”.
I dati Istat, sottolinea il consigliere regionale, evidenziano come l’offerta di trasporto pubblico locale nei capoluoghi veneti sia inferiore sia alla media nazionale sia a quella del Nord Est, con forti squilibri territoriali e aree interne sempre più penalizzate. Un quadro già critico che, secondo Montanariello, è stato ulteriormente aggravato da decisioni recenti della Regione. “A questo quadro già critico – incalza – si aggiunge un’ulteriore aggravante: solo pochi giorni fa la Regione ha aumentato il costo del trasporto pubblico locale, scaricando ancora una volta sui cittadini il peso di un sistema inefficiente invece di migliorarne qualità, frequenze e integrazione. È una scelta miope che allontana le persone dal trasporto pubblico e va nella direzione opposta rispetto agli obiettivi di sostenibilità e competitività”.
Sul fronte ambientale e territoriale, Montanariello richiama un altro dato allarmante contenuto nel report Istat. “I dati certificano un livello di impermeabilizzazione del suolo tra i più alti d’Italia – osserva – la cementificazione continua in modo selvaggio, spesso con il compiacimento della Regione Veneto, che anziché governare il territorio produce leggi di stampo privatistico e divisivo, favorendo nuove colate di cemento invece di tutelare suolo, paesaggio e comunità locali”. Le conseguenze, aggiunge, sono evidenti: “Il risultato è un Veneto che isola le aree interne, le priva di infrastrutture fisiche e digitali, aumenta i costi dei servizi essenziali e consuma territorio. Il benessere non si misura con la propaganda, ma con la capacità di garantire mobilità accessibile, connessioni moderne e uno sviluppo equilibrato. I dati Istat dimostrano che il tempo del negazionismo è finito; ora serve un cambio di rotta”.
Nel suo intervento, Montanariello dice anche di condividere l’analisi del segretario regionale della UIL Trasporti Veneto, Francesco Sambo. “Il trasporto pubblico locale in Veneto – afferma – ha sofferto per anni della mancanza di una vera regia regionale, con province che hanno proceduto in ordine sparso e senza una programmazione complessiva”.
Proprio per questo, ricorda il consigliere regionale del PD, già vicepresidente della Commissione Trasporti, il suo impegno è stato determinante nella stesura della nuova legge regionale sui trasporti. “Abbiamo sostenuto con convinzione – spiega – la necessità di un ruolo centrale della Regione non solo nel coordinamento, ma anche nella programmazione e nella gestione del sistema. Un ruolo che deve essere effettivo, anche all’interno delle nuove Agenzie, con diritto di voto qualificato e, ove necessario, di veto”.
La riforma è stata approvata, ma ora, avverte Montanariello, serve passare rapidamente ai fatti. “Lo abbiamo detto fin dall’inizio: questa manovra l’abbiamo sostenuta a patto che si andasse fino in fondo, soprattutto sul piano della gestione e dell’ottimizzazione delle risorse. Ora bisogna accelerare senza indugi sugli atti costitutivi e sugli statuti delle nuove Agenzie che andranno a sostituire gli attuali enti di governo”.
L’obiettivo finale, conclude, deve essere chiaro. “Il vero obiettivo è rendere il trasporto pubblico locale più efficiente ed efficace per i cittadini, intervenendo finalmente su nodi irrisolti come i doppioni di linea, l’integrazione dei servizi e la reale intermodalità”. E avverte: “Guai a ridurre questa riforma a una semplice operazione contabile per recuperare l’IVA. Sarebbe un’occasione persa. Il Veneto non può permettersi di perdere ancora una volta il treno di una governance forte e autorevole del trasporto pubblico. Proprio perché oggi la Regione non mette risorse proprie significative, ma si limita in larga parte a redistribuire fondi nazionali, ha il dovere di governare, programmare e pretendere efficienza nell’interesse dei cittadini”.
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