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08.01.2026 - 15:19
VENEZIA - Sono oltre seicentomila i veneti già messi a letto dall’influenza stagionale dall’inizio dell’autunno, con un’ondata che, pur mostrando segnali di rallentamento, continua a tenere alta l’attenzione sul fronte sanitario regionale. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Direzione Prevenzione della Regione Veneto, aggiornati al 7 gennaio, da ottobre a oggi sono stati 624 mila i cittadini colpiti, con 63 mila nuovi casi registrati soltanto nell’ultima settimana di monitoraggio.
Il sistema nazionale di sorveglianza ha inoltre segnalato 25 casi gravi di influenza, tutti caratterizzati da infezione influenzale associata a ricovero in terapia intensiva per grave insufficienza respiratoria. L’età media di questi pazienti è di 66 anni e quasi la totalità presentava patologie pregresse. I casi più severi si sono concentrati soprattutto nella seconda metà di dicembre, nel periodo di massimo impatto del virus.
Dall’analisi regionale emerge che nelle ultime settimane si sta osservando un calo dei casi di influenza e di sindromi simil-influenzali sul territorio, con un’incidenza pari a 13,6 casi ogni mille residenti. Si tratta di un valore in diminuzione rispetto al picco registrato tra il 15 e il 21 dicembre, quando l’incidenza aveva raggiunto quota 18,8 casi ogni mille residenti, uno dei livelli più alti mai rilevati dall’avvio della sorveglianza. Il calo interessa tutte le fasce di età, ma la Direzione Prevenzione invita alla cautela nell’interpretazione del dato, sottolineando la necessità di rivalutarlo nelle prossime settimane, anche alla luce della ripresa delle attività quotidiane e scolastiche dopo le festività, che potrebbe favorire una nuova crescita della trasmissione virale.
Parallelamente, gli esperti regionali segnalano che il monitoraggio degli accessi ai Pronto Soccorso evidenzia, dalla seconda metà di dicembre, un progressivo aumento degli accessi per sintomi respiratori. Questo incremento risulta tuttora in corso e presenta valori superiori a quelli attesi rispetto alle stagioni precedenti nella quasi totalità dei Pronto Soccorso monitorati.
Va inoltre precisato che i dati relativi agli accessi agli studi dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta nel periodo delle festività risultano parziali. Come accade ogni anno, le giornate festive e la minore propensione della popolazione a rivolgersi ai medici curanti durante le vacanze, spesso trascorse lontano da casa, determinano una riduzione delle segnalazioni e quindi una sottostima dei casi effettivi.
Per quanto riguarda i virus stagionali in circolazione, il più diffuso risulta essere il virus influenzale di tipo A, in particolare il ceppo A(H3N2), come nel resto d’Italia. La variante K, già segnalata in altri Paesi, è risultata prevalente. A seguire si rileva la presenza del rhinovirus, frequentemente responsabile del raffreddore, del virus respiratorio sinciziale, principale causa di bronchiolite nei neonati, e del Sars-CoV-2, responsabile del COVID-19.
La Regione ribadisce l’importanza di mantenere comportamenti preventivi per ridurre l’impatto e la diffusione dei virus stagionali, richiamando l’attenzione sull’igiene delle mani, sull’aerazione degli ambienti condivisi e sull’uso della mascherina in presenza di sintomi respiratori o a contatto con persone fragili o affette da patologie croniche. Particolare cautela è raccomandata anche per la protezione di neonati e bambini molto piccoli.
Resta infine centrale il ruolo delle vaccinazioni. In Veneto sono ancora disponibili gratuitamente i vaccini contro influenza e COVID-19, che possono essere somministrati anche nel mese di gennaio, sebbene sia preferibile effettuarli prima dell’inizio della stagione influenzale. Per i nuovi nati, nel periodo di circolazione del virus respiratorio sinciziale, è inoltre disponibile un’immunizzazione specifica. Da ottobre a oggi sono state somministrate in regione quasi 900 mila dosi di vaccino antinfluenzale e circa 19 mila dosi di anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale nei neonati.
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