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Omicidio del barman, arrestato un chioggiotto

Riccardo Salvagno, classe 1985, agente della polizia locale di Venezia, è accusato di essere l’esecutore materiale del delitto

Omicidio del barman, l'arrestato è chioggiotto

CHIOGGIA - È originario di Chioggia il vigile urbano arrestato per l’omicidio del barman Sergiu Tarna, 25 anni, trovato senza vita nelle campagne di Mira nella notte del 31 dicembre, ucciso con un colpo di pistola alla tempia. Riccardo Salvagno, classe 1985, agente della polizia locale di Venezia, è accusato di essere l’esecutore materiale del delitto. La svolta nelle indagini dei Carabinieri, coordinate dal procuratore capo reggente Stefano Ancilotto e dal pm Christian Del Turco, è arrivata negli ultimi giorni quando il presunto assassino è rientrato in Italia dopo una fuga lampo in Spagna.

Stando alle ricostruzioni dei militari, Tarna era stato costretto a salire con la forza a bordo di un’auto nella zona di Chirignago e trasportato nell’area di Porto Marghera, dove sarebbe stato freddato, prima di essere abbandonato nelle campagne di Malcontenta. Salvagno abitava non lontano dal luogo in cui il corpo è stato trovato, e la sua identificazione è stata possibile grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza e alle testimonianze di chi aveva visto, pochi giorni prima, animati scambi di parole tra i due.

Nei primi giorni del 2025, il vigile non si è presentato al lavoro, consentendo ai Carabinieri di ricostruire la sua fuga. Dopo il delitto, Salvagno era volato a Tenerife e si era poi spostato nei pressi di Madrid, dove poteva contare su alcune conoscenze. Il 3 gennaio, il pm Del Turco insieme al procuratore reggente Ancilotto aveva emesso un fermo e un mandato di arresto europeo, che però non erano stati eseguiti, mentre il giorno successivo il Gip di Venezia disponeva una misura cautelare. Il rientro in Italia il 5 gennaio ha portato a un blitz nei campi attorno a Malcontenta: l’uomo, lasciato dal padre in una zona buia, è stato sorpreso dai Carabinieri che, grazie anche all’uso di droni con telecamere termiche, lo hanno individuato e ammanettato al ritorno presso la propria abitazione.

L’arma del delitto non è ancora stata recuperata, e nemmeno la pistola di ordinanza del vigile urbano. Non è quindi chiaro se quella utilizzata la notte del 31 dicembre sia la stessa. L’omicidio, avvenuto tra le 2 e le 3 di notte, è stato definito dagli inquirenti «una vera e propria esecuzione», con un colpo ravvicinato alla tempia. Il pm Ancilotto, insieme ai comandanti dell’Arma Marco Aquilio e Giuseppe Battaglia, ha precisato che le indagini sul contesto e sul movente sono ancora in corso, mentre Salvagno è già stato interrogato dal Gip e ha fornito la sua versione dei fatti, ora al vaglio degli inquirenti.

Originario di Chioggia, Salvagno aveva precedentemente lavorato per una società privata di vigilanza e nel 2024 si era anche candidato al consiglio comunale di Spinea.

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