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08.01.2026 - 12:35
VENEZIA - Importante arresto dei Carabinieri di Venezia nell’ambito delle indagini sull’omicidio del cittadino moldavo Sergiu Tarna, 25 anni, trovato morto il 31 dicembre scorso in un terreno agricolo a Malcontenta, frazione del Comune di Mira, in provincia di Venezia. La vittima era stata uccisa con un colpo di pistola ravvicinato alla testa e abbandonata sul posto.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Venezia, al termine di un’articolata e complessa attività investigativa, il 6 gennaio hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Venezia su richiesta della Procura della Repubblica lagunare, a carico di un 40enne residente a Venezia-Marghera, incensurato, presunto responsabile dell’omicidio in concorso con un soggetto al momento ignoto.
L’indagine, coordinata dalla Procura e condotta dai militari del Nucleo Investigativo con attività tradizionali e tecniche, ha consentito di ricostruire un quadro indiziario grave nei confronti dell’indagato. Attraverso l’analisi di oltre 200 ore di filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, è stata individuata un’auto riconducibile al 40enne presente sulla scena del crimine nella notte del 31 dicembre. Nel medesimo veicolo, il 25enne moldavo, appena uscito da un bar a Venezia-Chirignago, sarebbe stato costretto a salire con la forza e sotto la minaccia di una pistola per essere condotto sul luogo del delitto.
Secondo quanto emerso, il movente dell’omicidio potrebbe essere riconducibile a un contesto criminale legato al traffico illecito di stupefacenti, nel quale la vittima sarebbe rimasta coinvolta. Dopo l’uccisione, l’indagato si è allontanato temporaneamente dal territorio nazionale, rifugiandosi in Spagna, dove pare avesse alcune conoscenze, per sottrarsi alle ricerche, facendo rientro in Italia nella tarda serata del 5 gennaio. Nella notte successiva, il 6 gennaio, i Carabinieri lo hanno rintracciato nei pressi della propria abitazione a Venezia-Marghera, poco distante dal luogo del delitto, dopo una prolungata attività di ricerca che inizialmente non aveva dato esito positivo.
Dopo le formalità di rito, il 40enne è stato tradotto presso la Casa Circondariale “Santa Maria Maggiore” di Venezia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La custodia cautelare in carcere è stata disposta in considerazione del rischio di reiterazione di condotte violente e della particolare pericolosità dell’indagato, ancora armato, che si era dato alla fuga.
L’indagine prosegue per individuare il complice della persona sottoposta a custodia cautelare per il reato di omicidio. Il procedimento penale resta nella fase delle indagini preliminari e la colpevolezza del soggetto dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.
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