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10.01.2026 - 16:57
VENEZIA - Mancano tre settimane all’inizio del Carnevale di Venezia e la città si prepara a vivere un’edizione speciale, profondamente legata a uno degli eventi più attesi degli ultimi anni. Il 2026 sarà l’anno delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina e Venezia ha scelto di stringere una storica alleanza simbolica con i Giochi, intrecciando la propria tradizione secolare con i valori universali dello sport, del gioco e della sfida.
Il Carnevale di Venezia 2026, in programma dal 31 gennaio al 17 febbraio, si intitolerà “Olympus – Alle origini del gioco” e si svilupperà come un grande racconto che attraversa sport, divertimento e spettacolo, rendendo omaggio allo spirito olimpico. Torneranno i cortei, le regate, le Marie, gli spettacoli, i carri allegorici e quella magia sospesa tra acqua e cielo che da sempre rende unico il Carnevale veneziano.
«Venezia è sempre stata una città di gioco, di sfida e di libertà. Con “Olympus – Alle origini del gioco” vogliamo rendere omaggio allo spirito olimpico che animerà il nostro Paese nel 2026, ma anche ricordare che proprio qui, tra le calli e le piazze della Serenissima, nacquero forme di spettacolo e di competizione che ancora oggi ci emozionano», spiega il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. «Il Carnevale sarà un grande abbraccio all’Italia che accoglie i Giochi di Milano-Cortina, un ponte simbolico tra la laguna e le montagne. Vogliamo raccontare un’idea di festa che unisce, che rispetta e che valorizza ogni persona, come nello sport: perché la vera vittoria è partecipare, condividere, sentirsi parte di una comunità, a cominciare dalle giovani generazioni».
Il titolo “Olympus – Alle origini del gioco / The origins of the game” richiama la mitologia, l’armonia del corpo e della mente e allo stesso tempo la Venezia dei secoli passati, quando il Carnevale era un grande palcoscenico di competizioni, spettacoli acrobatici e prove di abilità collettiva che anticipavano lo spirito delle moderne Olimpiadi. Dalle forze d’Ercole alle acrobazie, dalle regate ai tornei nelle calli e nelle piazze, la città lagunare ha sempre saputo trasformare la competizione in spettacolo e la sfida in festa.
L’illustrazione scelta come base del manifesto del Carnevale 2026 trae origine da “La festa del Giovedì Grasso in Piazzetta” di Gabriel Bella, un olio su tela realizzato tra il 1779 e il 1792 ed esposto alla Fondazione Querini Stampalia, che ha messo a disposizione i diritti d’immagine per l’iniziativa.
«Venezia, con le sue acque, le sue calli, i suoi ponti, ha da sempre amato il gioco: non solo come spettatore, ma come attore», aggiunge Giovanni Giusto, consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni. «Le spettacolari piramidi umane che durante il Carnevale si componevano nella sfida fra le fazioni dei Nicolotti e dei Castellani erano un rito fisico e collettivo di forza, equilibrio e identità, così come le storiche battaglie sul Ponte dei Pugni, dove le fazioni avversarie si affrontavano a colpi di pugni in una vera competizione di appartenenza sociale e spettacolo popolare, senza dimenticare la caccia dei tori in Campo San Polo. Con Olympus celebriamo Venezia in tutta la sua unicità, dove tradizione e creatività si fondono in ogni angolo della laguna e della terraferma».
Nel 2026, mentre l’Italia accoglierà le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina, Venezia diventerà specchio e cassa di risonanza dei valori che uniscono i popoli: lealtà, passione, coraggio e inclusione, in un racconto collettivo dove il limite si trasforma in forza e la diversità diventa valore.
«Olympus è una visione. È il dialogo tra gli dèi e gli uomini, tra la perfezione e il sogno, è il momento in cui l’uomo si misura con se stesso e si spinge oltre i limiti del fisico e della mente», sottolinea Massimo Checchetto, direttore artistico del Carnevale. «Il gioco è l’origine di ogni arte e di ogni festa. Venezia, con i suoi antichi riti popolari, è il luogo perfetto per far rivivere queste imprese e trasformarle in emozioni contemporanee. Ogni luogo della città, dall’Arsenale a Piazza San Marco, dai campi alle isole fino alla terraferma, sarà parte di un racconto corale che unirà arte, sport, mito, gioco e maschera».
Per tutta la durata della manifestazione, il Venice Carnival Street Show animerà calli e piazze di Venezia, Mestre e delle isole, portando la festa in ogni angolo della città. Torneranno le sfilate dei carri allegorici, da Dese a Chirignago, da Pellestrina al Lido, da Marghera a Burano, Campalto, Mestre e Zelarino, in un abbraccio festoso tra centro storico e terraferma. Il programma sarà completato dai grandi appuntamenti della tradizione, dalla commedia dell’arte con comici internazionali al Ballo ufficiale a Ca’ Vendramin Calergi, dalle 12 Marie agli incontri culturali, dalla musica dei giovani all’Arsenale e a Forte Marghera fino ai Carnevali del mondo in Piazza San Marco.
A incantare il pubblico sarà ancora una volta il grande spettacolo sull’acqua all’Arsenale, una sinfonia di danza, musica e luce che racconterà il mito del gioco primordiale, quello dell’uomo che, come a Olimpia, si misura con la bellezza, con il limite e con il sogno.
Il programma completo e tutte le curiosità di “Olympus – Alle origini del gioco” saranno svelati nelle prossime settimane sul sito ufficiale www.carnevale.venezia.it e sui canali social del Carnevale di Venezia. L’invito è chiaro: salire sull’Olimpo e giocare, perché il gioco, come il mito, è eterno e per un momento fa tornare tutti bambini.
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