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ITALIA
10.01.2026 - 12:03
VENEZIA - Un anno segnato da una crescente complessità delle minacce digitali e da un impegno investigativo senza precedenti. Nel corso del 2025 la sicurezza cibernetica si è confermata uno dei fronti più delicati per la tutela di cittadini, istituzioni e servizi essenziali, messa a dura prova da attacchi sempre più sofisticati, ransomware, frodi online e reati contro la persona che hanno inciso in modo concreto sulla vita quotidiana.
In questo scenario la Polizia postale e per la sicurezza cibernetica ha operato attraverso un approccio integrato, fondato su prevenzione, contrasto investigativo e costruzione di competenze specialistiche, con l’obiettivo di formare personale altamente qualificato e rafforzare la resilienza collettiva. Un’azione che, insieme agli altri partner istituzionali, ha contribuito al consolidamento della capacità di risposta dell’intero sistema Paese.
I dati consolidati al 21 dicembre restituiscono la dimensione dell’impegno profuso su scala nazionale. L’attività operativa, continua e ad alta intensità, ha interessato i settori della tutela della persona, con particolare attenzione ai minori online, della protezione del patrimonio di privati, imprese e istituzioni dalla criminalità finanziaria in rete, del contrasto al cyberterrorismo e della difesa delle infrastrutture critiche informatizzate. Complessivamente sono stati trattati 51.560 casi, che hanno portato a 293 arresti, 7.590 persone denunciate e 2.157 perquisizioni. Ogni intervento ha richiesto l’integrazione di competenze investigative, capacità tecnico-forensi e cooperazione internazionale, confermando la centralità di un approccio multidisciplinare nella gestione delle minacce cibernetiche.
Un ruolo centrale nella tutela dei minori e delle persone vulnerabili è stato svolto anche nel 2025 dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online. L’azione del Cncpo, supportata dall’Unità di analisi del crimine informatico composta da funzionari psicologi della Polizia di Stato, si è concentrata su attività mirate e di elevata qualità operativa. Nel corso dell’anno i procedimenti per pedopornografia e adescamento sono stati 2.574, con 222 arresti. Il monitoraggio dei contenuti di abuso sessuale su minori ha riguardato oltre 16.500 siti, con 2.876 inserimenti in black list, privilegiando indagini nelle aree più oscure della rete e sulle piattaforme criptate.
Parallelamente, la sezione operativa impegnata nella tutela della persona dai reati online ha sviluppato un’azione costante e articolata, che si è tradotta in 1.298 persone indagate e 245 perquisizioni. Un’attività orientata alla protezione concreta delle vittime, con particolare attenzione alle diverse forme di aggressione riconducibili alle fattispecie previste dal “codice rosso”. I fenomeni dello stalking, delle molestie online e della diffusione illecita di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito destinati a rimanere privati hanno evidenziato una marcata connotazione di genere, colpendo prevalentemente le donne. Nel corso del 2025 sono state infatti attivate 477 procedure di codice rosso, in prevalenza per casi di stalking e revenge porn.
Fondamentale, sul fronte della protezione delle infrastrutture strategiche, è stata anche l’azione del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, che nel 2025 ha celebrato il ventennale dalla sua istituzione. Il Cnaipic ha operato attraverso un modello integrato che unisce indirizzo strategico, coordinamento e capacità operative dirette, supportato dalla rete territoriale dei Nuclei operativi per la sicurezza cibernetica, determinanti nella gestione delle segnalazioni e nella prima risposta agli incidenti. Nel corso dell’anno sono state registrate complessivamente 9.250 casistiche di attacchi informatici, a testimonianza dell’elevata pressione cibernetica sul Paese, mentre sono stati oltre 49.000 gli alert diramati per prevenire e contrastare attacchi ai sistemi informatizzati di interesse nazionale.
In qualità di punto di contatto nazionale e internazionale per il monitoraggio e la gestione degli eventi di sicurezza cibernetica, il Centro ha inoltre gestito 47 richieste di cooperazione internazionale, consentendo l’identificazione e il deferimento di circa 169 persone. Un’attività che conferma come la sicurezza digitale sia ormai una sfida globale e come il contrasto efficace alle minacce informatiche passi necessariamente attraverso collaborazione, competenze avanzate e una presenza costante sul territorio e nella rete.
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