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l lavoro che non esiste, quando il curriculum diventa un’esca

La nuova truffa che corre su WhatsApp

l lavoro che non esiste, quando il curriculum diventa un’esca

VENEZIA - Sembra un’opportunità, ma è una trappola. Dietro un messaggio apparentemente innocuo si nasconde una delle truffe più insidiose che, dall’estate scorsa, continua a circolare senza sosta. A luglio 2024 in Italia si è diffusa una nuova ondata di raggiri su WhatsApp basata su false offerte di lavoro, un fenomeno che sfrutta uno degli elementi più delicati e potenti: la speranza di trovare un’occupazione. A spiegare il meccanismo è il gruppo WhatsApp "Occhio alle truffe".

Il primo contatto avveniva attraverso messaggi studiati per apparire credibili e rassicuranti. I truffatori si presentavano come aziende o recruiter e scrivevano frasi come «Abbiamo ricevuto il tuo curriculum, scrivici su WhatsApp per parlare di lavoro». Un’esca efficace, soprattutto per chi è realmente alla ricerca di un impiego e ha inviato candidature a più datori di lavoro.

Da quel momento prendeva il via una conversazione dall’aspetto professionale, costruita passo dopo passo per conquistare la fiducia della vittima. Il dialogo proseguiva con toni cordiali e promesse implicite, fino ad arrivare al vero obiettivo: la richiesta di dati personali o, nei casi più gravi, l’accesso a conti bancari. Un meccanismo semplice ma studiato con precisione, capace di abbassare le difese e di spingere le persone a compiere azioni che normalmente non avrebbero accettato.

Nonostante l’allarme risalga a luglio 2024, il fenomeno non si è esaurito. Le segnalazioni continuano ad arrivare e il raggiro continua a circolare, adattandosi e replicandosi con le stesse modalità. Una truffa che non si limita a colpire il portafoglio, ma che sfrutta un bisogno reale e diffuso, trasformando il curriculum, simbolo di speranza e riscatto, in un’arma contro chi cerca semplicemente un lavoro.

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