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IL CASO
10.01.2026 - 12:59
Piero Mescalchin
Mescalchin: “Errore rimuoverle nei mesi freddi: il turismo subacqueo non si ferma”
CHIOGGIA – Le boe che dovrebbero segnalare i percorsi di immersione nell’area marina protetta delle Tegnùe sono in gran parte scomparse, affondate o difficilmente individuabili. È questo uno dei punti critici sollevati dall’associazione Tegnùe Onlus nella consueta lettera di fine anno rivolta ai soci, che si trasforma in un appello accorato alle istituzioni e alla comunità dei pescatori. Il presidente Piero Mescalchin non usa mezzi termini: “Le Tegnùe sono oggi una Zona Speciale di Conservazione, e questo impone un sistema di gestione strutturato, con il Comune di Chioggia in prima linea. Non possiamo più permettere che quest’area venga trattata come una discarica sommersa”. L’associazione, da anni impegnata nella valorizzazione e tutela di questo prezioso habitat marino, denuncia la scarsa efficacia delle nuove boe installate nell’aprile 2025: “Sono poco visibili, affossate, con scritte deteriorate. Alcune sono addirittura sparite prima ancora del recupero invernale. È un errore rimuoverle nei mesi freddi: il turismo subacqueo non si ferma e ogni anno ripristinarle ha un costo elevato”. Mescalchin insiste sulla necessità che i pescherecci memorizzino la posizione delle boe nei propri strumenti di bordo, per evitare danni accidentali. “Abbiamo già sperimentato nel 2023 un sistema economico e facilmente manutenibile, anche da volontari. Ma serve continuità, risorse e soprattutto controllo da parte degli enti preposti”. Il sogno dell’associazione è chiaro: rendere le Tegnùe un’area fruibile in sicurezza per il turismo subacqueo, con percorsi ben segnalati e protetti. Un obiettivo che si scontra con la realtà di ancoraggi abusivi, spesso da parte di pescatori dilettanti, che danneggiano le strutture sommerse. “Abbiamo curato quei percorsi per anni, ma senza vigilanza tutto il lavoro rischia di andare perduto”. Non manca un riferimento al lungo iter per il riconoscimento Unesco: “Nel 2010 abbiamo consegnato una documentazione dettagliata a Venezia e Roma. Ora tocca al Comune portare avanti la procedura, sperando che la burocrazia non rallenti tutto”. Infine, un’ultima richiesta: maggiore attenzione alla pulizia delle aree isolate. “Se ben delimitate – conclude Mescalchin – potrebbero essere mantenute anche grazie al contributo dei volontari, che potrebbero raccogliere i rifiuti e lasciarli in punti di raccolta per il successivo recupero”.
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