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Incubo finito, Alberto è libero

Dopo oltre 400 giorni di prigionia

Alberto Trentini, le istituzioni monitorano la situazione dopo l’intervento statunitense

È stato liberato in Venezuela il cooperante italiano Alberto Trentini, 46 anni, dopo oltre 400 giorni di detenzione nella capitale Caracas. Trentini e un altro connazionale, Mario Burlò, si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas, da dove è già partito un aereo per riportarli in patria.

La liberazione è stata annunciata nella mattinata del 12 gennaio dal ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, che ha confermato di aver parlato con i due italiani e di averli trovati in buone condizioni. Il rientro in Italia è previsto con un volo che è già decollato da Roma. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per la notizia, sottolineando che i due connazionali sono al momento “in sicurezza” presso l’ambasciata venezuelana.

Trentini, originario di Venezia, era stato arrestato in Venezuela il 15 novembre 2024 durante una missione umanitaria con la ONG Humanity & Inclusion, mentre si stava recando dalla capitale verso Guasdualito. Era detenuto nel carcere El Rodeo I di Caracas senza che gli fosse stata contestata formalmente alcuna accusa fino alla decisione delle autorità venezuelane di scarcerarlo nell’ambito di un provvedimento che ha riguardato anche altri prigionieri.

La famiglia di Trentini, che nei mesi scorsi aveva lanciato appelli per ottenere notizie e avanzare richieste di liberazione, ha diffuso un comunicato tramite l’avvocata Alessandra Ballerini, definendo la notizia attesa da 423 giorni e ringraziando “tutti quelli che hanno reso possibile” il suo ritorno. I familiari hanno chiesto rispetto per la propria riservatezza, affermando che avranno bisogno di tempo per riprendersi dai mesi di detenzione e che sarà necessario “trovare le parole giuste” per raccontare i fatti e accertare eventuali responsabilità.

Il caso di Trentini era seguito da tempo dalle istituzioni italiane. Prima della scarcerazione, il governo aveva indicato la trattativa diplomatica come elemento centrale per ottenere il rilascio, con messaggi di collaborazione tra Roma e le autorità venezuelane.

Ora che entrambi i connazionali sono fuori dal carcere e in attesa di rientrare in Italia, resta da completare l’iter del loro trasferimento e delle formalità consuete dopo una detenzione prolungata all’estero.

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