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LA STORIA

L’ex sindaco si rimette il camice

In ospedale mancano medici: a 75 anni torna in corsia per dare il proprio contributo. Coprirà i turni notturni.

L’ex sindaco si rimette il camice

L’ex sindaco Fortunato Guarnieri torna al lavoro in ospedale

CHIOGGIA - L’ex sindaco, il medico Fortunato Guarnieri, torna in ospedale a Chioggia da pensionato per dare il suo contributo alla carenza di camici bianchi. A 75 anni, con una carriera lunga oltre mezzo secolo e quindici anni di pensione alle spalle, Fortunato Guarnieri ha deciso di rimettersi il camice.

Chirurgo di professione ed ex sindaco di Chioggia per due mandati (dal 1997 al 2007 con una giunta di centrosinistra), Guarnieri è tornato in corsia per coprire i turni notturni, rispondendo a una nuova emergenza sanitaria. Un gesto che unisce passione, senso del dovere e, come lui stesso ammette, anche una giusta retribuzione. Il suo percorso inizia nel 1970, quando appena ventenne arriva a Chioggia. L’ospedale era appena stato trasferito dalla storica sede di palazzo Grassi a quella attuale. Con un diploma da infermiere generico e solo la terza media in tasca, Guarnieri comincia a lavorare in rianimazione.

Ma la sete di conoscenza lo spinge oltre: frequenta corsi serali, ottiene il diploma magistrale, completa il quinto anno ad Adria e infine si iscrive a medicina. Dopo otto anni di pendolarismo e sacrifici, si laurea nel 1984. Il suo primo incarico? Il pronto soccorso di Chioggia, dove resta tre anni prima di specializzarsi in chirurgia.

Nel 1997, Guarnieri lascia temporaneamente la medicina per dedicarsi alla sua seconda grande passione: la politica. Eletto sindaco di Chioggia, guida la città per dieci anni. Al termine del secondo mandato, nel 2007, torna in ospedale per altri tre anni, fino alla pensione. Ma il suo impegno non si ferma: entra a far parte di Emergency, l’organizzazione fondata da Gino Strada, prestando servizio volontario a Marghera e partecipando a missioni umanitarie in diverse città italiane, tra cui Castel Volturno, Milano e Siracusa.

Alla fine del 2025, una cooperativa incaricata dall’Ulss si rivolge a lui per coprire le carenze di personale in chirurgia. I medici in servizio non bastano più a garantire turni notturni, ambulatori e sale operatorie. Così, si torna a cercare tra i pensionati. Guarnieri accetta, spinto da un misto di orgoglio professionale e senso pratico: “Non voglio passare per un eroe - dice - ma è bello sentirsi ancora utili”.

Rientrare in ospedale, racconta, è stato come tornare a casa. “Ho trovato strutture moderne, attrezzature all’avanguardia e un personale straordinario per competenza e dedizione. E' stato emozionante rivedere i luoghi dove sono cresciuto come uomo e come medico”.

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