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14.01.2026 - 11:12
VENEZIA - Ufficialmente lui risultava nullatenente, lei una semplice dipendente. In realtà, dietro quella che appariva una situazione patrimoniale ordinaria, si celava un articolato meccanismo fraudolento messo in piedi da una coppia residente nel Veneziano, ora smascherato dalla Guardia di Finanza. Nei giorni scorsi le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso hanno eseguito un sequestro preventivo di oltre 190 mila euro, disposto dal Gip del Tribunale di Venezia nei confronti della donna, mentre a carico del marito emergono debiti tributari complessivi superiori ai 600 mila euro.
L’indagine, condotta dalla Compagnia di Conegliano, ha permesso di ricostruire come l’uomo, imprenditore residente a San Donà di Piave e formalmente privo di beni intestati, convogliasse sistematicamente sui conti correnti della moglie i proventi delle proprie attività economiche. In questo modo riusciva a sottrarre al fisco somme destinate al pagamento delle imposte, rendendosi di fatto irreperibile alle procedure di riscossione per un importo superiore ai 190 mila euro.
Secondo quanto accertato, l’imprenditore gestiva di fatto diverse società, alcune operative a Conegliano e nei Comuni limitrofi, prevalentemente nel settore dell’efficientamento energetico. Proprio attraverso queste realtà societarie veniva occultata la reale disponibilità patrimoniale: la moglie risultava inquadrata fittiziamente come dipendente e i trasferimenti di denaro venivano giustificati come normali stipendi, mascherando così il passaggio dei proventi delle attività riconducibili al marito.
La ricostruzione del sistema ha portato alla denuncia di entrambi i coniugi per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, fattispecie che prevede la reclusione fino a quattro anni. A seguito degli elementi raccolti, il Gip del Tribunale di Venezia ha disposto il sequestro preventivo delle somme ritenute illecitamente occultate. I finanzieri hanno quindi posto sotto vincolo le disponibilità presenti sui conti correnti intestati alla donna, per l’intero importo stabilito dal provvedimento giudiziario.
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