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15.01.2026 - 15:47
VENEZIA - L’ottone dei sanpietrini e il rosso scarlatto di una rosa appoggiata accanto. Un nome, un cognome e un indirizzo incisi sopra. Sono le Pietre d’Inciampo, piccole targhe collocate davanti alle abitazioni di concittadini veneziani deportati nei campi nazisti, nate per scuotere le coscienze di chi vi passa accanto.
Quest’anno, Venezia ha aggiunto 13 nuove Stolpersteine: sette nel centro storico, tra Campo Santa Maria Formosa e Calle Schiavolina, e sei tra Trivignano e Marghera. I nuovi interventi ricordano cinque internati militari italiani, sei perseguitati razziali e, per la prima volta, un lavoratore coatto.
“È un momento molto importante per la nostra città – ha spiegato la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano – perché con le Pietre d’Inciampo restituiamo un nome, dignità e ricordo a quei concittadini strappati alla vita dalla propria casa. Le Stolpersteine siano per davvero un inciampo fisico ed emotivo per chi attraversa Venezia. L’antisemitismo non appartiene più solo ai libri di storia: scritte sui muri, insulti sui social, aggressioni fisiche ci ricordano che la memoria va coltivata e difesa ogni giorno”.
Anche il presidente della Comunità ebraica di Venezia, Dario Calimani, ha sottolineato la grande attualità del progetto: “Il pericolo oggi sta anche nell’indifferenza, ma il male fatto a qualcuno ricade su tutti noi. Non possiamo girarci dall’altra parte”. Calimani ha ringraziato Gunter Demnig, l’artista ideatore delle Stolpersteine, presente personalmente per posare le nuove targhe: “È impressionante quanto ha fatto quest’uomo, dedicandosi agli altri e alla loro memoria”.
Dal 2005, Venezia ha costruito un grande mosaico di 210 Stolpersteine, che oggi costituisce un monumento diffuso e partecipato. La manutenzione periodica delle pietre e le visite guidate lungo tutto l’anno coinvolgono studenti, cittadini e istituzioni, trasformandoli in custodi della memoria del Novecento.
Il percorso di quest’anno ha visto la posa di sette Pietre nel centro storico, a ricordare: Loris Cimarosti, Carlo Levi, Elfriede Foerder, Alessandro Ottolenghi, Piero Andreatta, Mario Turcati e Gaetano Franzoso. Nel pomeriggio, il cammino è proseguito a Trivignano, con nuove targhe dedicate a Ester Altberger, Erminia Braun, Roberto Braun e Francesco Braun, alla presenza di rappresentanti istituzionali e della Comunità ebraica.
“Queste piccole targhe d’ottone sono pietre viventi che illuminano le vite spezzate dalla persecuzione – ha commentato Olga Neerman, sopravvissuta alla Shoah – ci ricordano che tutto può ricominciare e ci chiedono memoria, consapevolezza e rispetto”. Il presidente della Municipalità di Chirignago-Zelarino, Francesco Tagliapietra, ha aggiunto: “Queste Pietre sono un tributo di rispetto e umanità, ci ricordano l’impegno a difendere libertà, giustizia e dignità umana”.
Il percorso si è concluso a Marghera, dove davanti al Municipio sono state posate due pietre in memoria di Virginio Valt e Bruno Mario Casellato, con il presidente della Municipalità Teodoro Marolo che ha sottolineato “l'importanza del ricordo per fare in modo che non si ripeta quanto avvenuto in passato”.
Le Pietre d’Inciampo rappresentano così un monumento diffuso di alto valore simbolico, morale e civile, che coinvolge l’intera comunità, dalle scuole agli enti locali, nella conservazione e nella trasmissione della memoria della Shoah. Il calendario completo delle iniziative è consultabile sul sito del Comune di Venezia.
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