Vedi tutte
veneto
16.01.2026 - 17:53
VENEZIA - Il mercato del lavoro veneto chiude il 2025 con un saldo ancora positivo, ma i segnali di rallentamento iniziano a farsi sentire. È questo il quadro che emerge dai dati della Bussola di Veneto Lavoro, pubblicati con il consuntivo sull’andamento occupazionale dello scorso anno e commentati dal vicepresidente della Regione e assessore al Lavoro, Lucas Pavanetto.
Nel corso dei dodici mesi del 2025, in Veneto si registrano complessivamente 14.600 posti di lavoro dipendente in più. Un risultato che conferma la tenuta del sistema occupazionale regionale, ma che, secondo Pavanetto, va letto alla luce di una dinamica in progressivo ridimensionamento. “Siamo di fronte a un bilancio ancora positivo per il mercato del lavoro veneto – sottolinea – tuttavia la tendenza è quella di un rallentamento con un netto ridimensionamento della crescita occupazionale”.
Alla base di questa frenata, spiega il vicepresidente, vi è una minore domanda di lavoro da parte delle imprese, in particolare per i contratti a tempo determinato, accompagnata da un graduale aumento delle cessazioni contrattuali, che includono anche licenziamenti economici sia individuali sia collettivi. Un andamento che risente anche del contesto economico internazionale e che si riflette in modo particolare su alcuni comparti del manifatturiero locale.
Tra i settori più in difficoltà vengono indicati il tessile-abbigliamento e l’occhialeria, mentre, in controtendenza, viene evidenziata la sostanziale tenuta del comparto metalmeccanico. Un settore che, pur avendo registrato un arretramento nel mese di dicembre, mostra segnali di resilienza, ma che, avverte Pavanetto, dovrà essere monitorato con attenzione nei prossimi mesi.
Lo sguardo si sposta quindi al futuro, con il 2026 che si apre a nuove sfide. “Sono numerose le sfide che dovremo affrontare, non solo per il 2026 ma anche per i prossimi anni”, afferma il vicepresidente. Tra queste, viene richiamato il tema ormai strutturale del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, che continua a caratterizzare il mercato occupazionale veneto, insieme alla necessità di trattenere i lavoratori più giovani sul territorio regionale e di attrarne di nuovi.
In questa prospettiva, Pavanetto ribadisce l’importanza di un impegno costante della Regione. “Il Veneto deve investire per continuare a garantire sia un’elevata qualità dei servizi per l’impiego, sia politiche attive del lavoro sempre più mirate ai bisogni reali delle imprese e capillarmente diffuse su tutto il territorio regionale”, conclude, indicando la strada per affrontare un contesto che resta complesso, ma che richiede risposte strutturate e di lungo periodo.
©2024 CHIOGGIA NOTIZIE - P. Iva 01463600294 - Tutti i diritti riservati.
Email: redazione@chioggianotizie.it | Credits: www.colorser.it