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Sambo: “Potenziare i medici di base”

Impossibile prendere appuntamento e ci si rivolge al pronto soccorso

Pronto soccorso, Sambo chiede i dati

CHIOGGIA -I Pronto Soccorso del Veneziano sempre più affollati, utilizzati come unica risposta a bisogni di salute che trovano sempre meno spazio nella sanità territoriale e, in particolare, nella medicina di famiglia.

È da questo nodo irrisolto che nasce l’interrogazione annunciata in consiglio regionale da Monica Sambo, consigliera del Partito Democratico, che punta a portare all’attenzione della giunta regionale la situazione di forte pressione che interessa l’Ulss 3 Serenissima.

Depositerò un’interrogazione per chiedere se la Regione Veneto sia pienamente consapevole della gravissima pressione che sta colpendo i pronto soccorso del territorio veneziano”, afferma.Secondo la consigliera dem, i dati emersi restituiscono l’immagine di un problema strutturale, non riconducibile a un’emergenza temporanea o a picchi stagionali.

Il pronto soccorso, sottolinea, viene ormai utilizzato in modo stabile come risposta alla mancanza di alternative sul territorio, innescando un cortocircuito legato all’assenza o all’insufficienza della sanità territoriale.I numeri sono significativi con la media giornaliera degli accessi che ha raggiunto quota 689, con un record registrato il 5 gennaio di 850 pazienti. Dati che si inseriscono in un quadro già critico se si guarda all’intero 2025, anno in cui nei Pronto Soccorso dell’Ulss 3 Serenissima si sono contati complessivamente 241.525 accessi.

Volumi rilevanti hanno interessato tutti i principali presidi del territorio: Mestre con 88.564 accessi, Venezia con 33.230, Mirano con 44.633, Dolo con 43.082 e Chioggia con 32.016.Tra le cause individuate emerge con forza la difficoltà, sempre più diffusa, di ottenere un appuntamento con il proprio medico di base.

È proprio su questo punto che, secondo Sambo, si manifesta in modo evidente la fragilità della rete territoriale, incapace di filtrare i bisogni, prendere in carico i pazienti e fornire risposte tempestive, costringendo molti cittadini a rivolgersi direttamente ai Pronto Soccorso anche per situazioni non urgenti.

Con l’interrogazione, la consigliera regionale chiede alla Giunta e all’assessore alla Sanità di chiarire quali siano i dati aggiornati su accessi, tempi di attesa, sovraffollamento e ricorso ai codici minori nei Pronto Soccorso dell’area veneziana.

Viene inoltre sollecitata un’analisi puntuale delle cause della situazione attuale, a partire proprio dalla carenza di medici di medicina generale, dalla continuità assistenziale e dalla disponibilità di ambulatori territoriali. Sambo chiede anche quali misure immediate la Regione intenda mettere in campo per ridurre l’inappropriatezza degli accessi e garantire ai cittadini un’alternativa reale al Pronto Soccorso, oltre a come si intenda rafforzare personale, dotazioni e organizzazione dei reparti di emergenza-urgenza, evitando che il peso del sistema ricada su operatori già allo stremo.

Non si può accettare che il Pronto Soccorso diventi la porta ordinaria del Sistema Sanitario Nazionale, perché tutto il resto non funziona o non è accessibile”, conclude Sambo. In assenza di una presa in carico efficace sul territorio, che passi dai medici di base all’assistenza H24, dai percorsi rapidi per le cronicità ai servizi di prossimità, tutto viene scaricato sull’emergenza, con un inevitabile peggioramento della qualità delle cure, dei tempi di risposta e delle condizioni di sicurezza per pazienti e operatori.

Da qui l’appello finale alla Regione affinché intervenga subito con un piano concreto e verificabile, partendo da un territorio, quello veneziano, che mostra segnali di sofferenza sempre più evidenti.

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