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17.01.2026 - 14:59
VENEZIA - La Regione Veneto porta la medicina territoriale nel futuro, introducendo l’ecografia al letto del paziente, o POCUS, nel percorso formativo dei medici di medicina generale. La Scuola di Formazione Specifica in Medicina Generale (FSMG) ha infatti innovato il proprio programma didattico, inserendo questa metodologia come strumento centrale per migliorare la diagnosi immediata e le procedure guidate direttamente dove si trova il paziente, grazie all’uso di ecografi portatili.
“In tema di formazione in sanità, il futuro sta già arrivando – ha commentato il Presidente della Regione, Alberto Stefani – e comincia da uno dei settori portanti dell’organizzazione come la medicina territoriale, di cui i medici di medicina generale rappresentano il fulcro. La massima diffusione delle tecnologie e del loro utilizzo da parte del personale sanitario è uno degli elementi chiave del nostro programma di legislatura”. Secondo Stefani, la novità introdotta dalla FSMG rappresenta un unicum nel panorama italiano: i medici in formazione, guidati da docenti opportunamente preparati, potranno seguire un percorso pragmatico e moderno, che integra teoria e pratica, con l’obiettivo di rispondere alle sfide della medicina territoriale contemporanea. “Per il paziente – ha concluso Stefani – è un significativo passo avanti, perché le diagnosi e le cure saranno portate sempre più vicino alle persone”.
L’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, ha sottolineato l’importanza di questa innovazione formativa, evidenziando che il Comitato Scientifico della Scuola FSMG ha previsto un seminario teorico-pratico interamente dedicato alla POCUS all’interno della programmazione triennale. “Si tratta della punta dell’iceberg di un iter a cascata – ha spiegato Gerosa – che ha visto in primis la formazione dei formatori, proseguita con la preparazione dei Tutor Mentori di Classe, fino a giungere agli allievi stessi”.
L’obiettivo è chiaramente quello di rendere i futuri medici di medicina generale più competenti, sicuri e pronti a gestire situazioni cliniche complesse in tempi rapidi, anche con risorse limitate. “La competenza nell’utilizzo di questo strumento – ha aggiunto Gerosa – entra a pieno titolo nel curriculum formativo e consente di aumentare la sicurezza diagnostica, disporre di uno strumento decisionale immediato e garantire una maggiore prossimità e qualità dell’assistenza al paziente. Investire nella formazione POCUS significa investire in una medicina di famiglia più consapevole e moderna”.
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