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eVENTI
17.01.2026 - 12:37
Dalle prime intuizioni alle scoperte della scienza. Si replica sabato 24 alla Danielato
CAVARZERE -Quando la mente si spegne. Conoscere e comprendere le malattie neurodegenerative. Questo il filo conduttore dell’incontro “Quando la mente si spegne. Conoscere e comprendere le malattie neurodegenerative”, che venerdì 16 gennaio ha riempito la sala convegni di palazzo Piasenti a Cavarzere, trasformandola in un luogo di confronto, divulgazione e riflessione aperto alla cittadinanza.
Protagonisti dell’iniziativa, giunta con successo al terzo anno consecutivo, gli studenti della classe 5ª D dell’istituto “Guglielmo Marconi”, indirizzo tecnico chimica, materiali e biotecnologie sanitarie, che in collaborazione con l’università popolare e con il sostegno dell’amministrazione comunale hanno affrontato uno dei temi più delicati e attuali della sanità contemporanea: le principali malattie neurodegenerative, dall’Alzheimer alle demenze, dal Parkinson alla sclerosi multipla fino alla Sla.
Gli studenti Simone Tosello, Erik Tommasin, Matteo Scotto, Elisa Aguiaro, Vittoria Armelao, Tecla Borella, Alessia Ceka, Denise Tasca, Samuele Fava, Alessia Fava, Ella Trombin e Genny Vianello hanno guidato il pubblico in un percorso chiaro ed esaustivo, capace di coniugare rigore scientifico e capacità divulgativa, partendo dalle scoperte storiche, arrivando fino alle conoscenze più avanzate dei giorni nostri, senza trascurare gli aspetti legati alla prevenzione e alle possibilità di cura. Come hanno spiegato i giovani relatori, la conoscenza del cervello umano è il risultato di secoli di esplorazioni. Le prime intuizioni risalgono al XVII secolo, quando filosofi e scienziati iniziarono a guardare oltre le apparenze per interrogarsi sul funzionamento della mente.
Oggi il sistema nervoso umano può essere immaginato come una straordinaria e complessa rete di comunicazione, una vera e propria autostrada di fibre nervose che coordina ogni nostra azione, pensiero e sensazione. Il cervello, centrale di comando di questo sistema, invia e riceve messaggi che ci permettono di muoverci, imparare, ricordare e interagire con il mondo. Una rete potente, ma al tempo stesso fragile. Proprio questa fragilità rende le malattie neurodegenerative una delle minacce più gravi. Gli studenti hanno descritto queste patologie come un progressivo sfilacciarsi dei “cavi” della rete cerebrale, con cortocircuiti e interruzioni che compromettono in modo irreversibile le funzioni vitali, un gruppo di malattie caratterizzate dalla perdita progressiva e selettiva dei neuroni, cellule fondamentali che non possono essere sostituite.
Il principio comune è quello della vulnerabilità selettiva: ogni patologia colpisce specifici gruppi di neuroni e, con essi, le funzioni che controllano, fenomeno che ha un impatto enorme e crescente sulla società globale, soprattutto a causa dell’invecchiamento della popolazione. Nel loro ‘viaggio’ si è passati dalle incerte esplorazioni della ‘scatola nera’ del cervello alle sofisticate conoscenze molecolari attuali. Dalle intuizioni di Cartesio sui filamenti cerebrali e dalle mappe craniche di Gall, si è arrivati alla capacità di individuare e colpire molecole specifiche come la proteina amiloide o la tau, fino alla possibilità di correggere il deficit di un singolo messaggero chimico come la dopamina.
Un progresso enorme, eppure le malattie neurodegenerative restano in gran parte inguaribili e rappresentano una delle sfide sanitarie, sociali ed economiche più complesse del nostro tempo, ma non priva di speranza. La ricerca scientifica procede, sviluppando terapie sempre più mirate e innovative, mentre cresce la consapevolezza del ruolo fondamentale di uno stile di vita sano, basato su alimentazione equilibrata, attività fisica e stimolazione cognitiva, nella prevenzione.
A chiudere l’incontro è stata la professoressa Genziana Pescarolo, docente di igiene, anatomia, fisiologia e patologia dell’istituto Marconi, che ha ribadito come la speranza per il futuro risieda proprio in questa duplice via: l’avanzamento della scienza e la capacità di proteggere la straordinaria rete di comunicazione che rende l’uomo ciò che è. Con i saluti della presidente dell’università popolare, Annamaria Cerbone, e della dirigente scolastica, Daniela Boscolo, è stato rivolto un ringraziamento all’amministrazione comunale di Cavarzere, in particolare all’assessore alla pubblica istruzione Stefania Sommacampagna, presente all’evento, per il sostegno alle attività dell’istituto. L’appuntamento è fissato per sabato 24 alle 10, nella sala riunioni dell’Ipab Danielato, dove gli studenti della classe 5ª di biotecnologie sanitarie riproporranno questo importante tema alle famiglie degli utenti del centro servizi per anziani.
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