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VIABILITA’
19.01.2026 - 16:00
Romea sul tavolo: l’incontro dello scorso anno con il ministro Salvini, Stefani e la De Berti
CHIOGGIA - Sulla Romea Armelao bacchetta i detrattori: “Una svolta epocale il riconoscimento della statale come infrastruttura strategica nazionale. Chi chiede ora finanziamenti dimostra di non conoscere l’iter delle opere pubbliche”. Per il primo cittadino il punto di svolta è arrivato nel febbraio dello scorso anno, quando ha portato la questione Romea direttamente al tavolo del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, incontrando il ministro Matteo Salvini e l’assessore regionale Elisa De Berti. Da quell’incontro è scaturita una nuova visione: la Romea non più come un insieme di micro-interventi, ma come un’opera unitaria da inserire nella programmazione statale.
Il percorso istituzionale si è sviluppato rapidamente: a marzo 2024, la Ss 309 è stata inserita nel Contratto di programma Mit-Anas. A maggio, il Cipess ha confermato l’impostazione, sancendo il riconoscimento della Romea come asse strategico.
“Per la prima volta - sottolinea Armelao - la Romea entra negli atti fondamentali dello Stato non come elenco di lavori sparsi, ma come infrastruttura strategica nel suo complesso. E’ un fatto politico e istituzionale di portata storica”.
Il sindaco ha anche risposto alle critiche di chi lamenta l’assenza di finanziamenti: “Le grandi opere non nascono dai fondi, ma dalla programmazione. Senza il riconoscimento ufficiale, i finanziamenti non possono esistere. Ora, invece, le condizioni per ottenerli ci sono tutte”.
Armelao ha poi lanciato un monito ai comitati contrari a ogni intervento: “Dire no a tutto, senza proporre alternative, significa assumersi la responsabilità di lasciare immutata una strada che continua a mietere vittime. Dobbiamo fermare i morti sulla strada, non i progetti che servono a evitarli”. Il sindaco ha infine ringraziato i colleghi di Cavarzere, Cona, Porto Viro, Rosolina, Codevigo e altri amministratori locali per il sostegno condiviso, sottolineando come il fronte istituzionale sia ampio e coeso.
“Oggi - conclude - c’è un prima, fatto di rinvii e promesse, e un dopo, fatto di visione strategica e responsabilità. Quel dopo è finalmente realtà”.
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