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IL CASO
22.01.2026 - 13:58
“Una vera e propria giungla - racconta un residente - Chi arriva a casa non trova mai posto”
CHIOGGIA – Sedie da giardino, vecchie biciclette arrugginite, scooter con le gomme a terra e persino rastrelliere improvvisate: è questo lo scenario che si presenta quotidianamente a chi attraversa le calli del centro storico di Chioggia, ma anche nella zona di campo Marconi. Una pratica sempre più diffusa e ormai sotto gli occhi di tutti: l’occupazione abusiva dei parcheggi riservati ai residenti, contrassegnati dalle strisce gialle, per tenerli “in caldo” a uso esclusivo di pochi.
L’abitudine, tanto ingegnosa quanto irregolare, consiste nel piazzare oggetti ingombranti negli stalli liberi per evitare che altri automobilisti, seppur muniti di regolare permesso, possano parcheggiare. Il risultato è un centro storico disseminato di “segnaposto” improvvisati, che trasformano le aree pubbliche in spazi privatizzati di fatto. “È diventata una vera e propria giungla», racconta un residente esasperato - Chi arriva a casa dopo il lavoro non trova mai posto, perché ogni stallo libero è già “occupato” da una sedia o da una bici fantasma. E guai a spostarla: si rischia di litigare con i vicini”.
Il fenomeno è particolarmente evidente nelle calli più strette, dove la scarsità di parcheggi si somma alla tendenza a lasciare mezzi in disuso (spesso con gomme sgonfie o telai arrugginiti) come deterrente per gli “estranei”. In alcuni casi, si è arrivati persino ad appoggiare rastrelliere personali per delimitare lo spazio. La situazione ha sollevato più di una perplessità tra i cittadini, che chiedono interventi più decisi da parte della Polizia Locale.
“Capisco la difficoltà di trovare parcheggio, ma non si può tollerare che lo spazio pubblico venga trasformato in proprietà privata - commenta un altro residente - Serve un controllo più serrato e, se necessario, la rimozione forzata di questi ostacoli abusivi”. Il problema, però, non è solo di ordine pubblico: c’è anche una questione di decoro urbano. Le sedie sgangherate e le carcasse di biciclette abbandonate contribuiscono a dare un’immagine trascurata di una città che invece punta sul turismo e sulla valorizzazione del proprio patrimonio storico. Insomma, tra le calli di Chioggia, la “guerra dello stallo” continua.
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