Cerca

veneto

Il tesoro di San Clemente torna a Venezia

Nasce la nuova Pinacoteca dell’Ospedale Civile

VENEZIA -

Dopo oltre trent’anni di attesa, venti grandi dipinti e otto sculture del Seicento e del Settecento tornano finalmente fruibili dai veneziani. Il patrimonio, proveniente dall’Isola di San Clemente, era rimasto custodito in deposito dal 1992, quando l’isola, già ospedale psichiatrico, era stata venduta a compratori privati stranieri. Oggi, grazie all’impegno dell’Ulss 3 Serenissima, nasce una nuova Pinacoteca all’interno dell’Ospedale Civile di Venezia, con opere di Marieschi, Pittoni, Zanchi, Ruschi, Ricchi e Lazzarini, tutte in ottimo stato di conservazione.

"Con un lavoro di quasi quattro anni - spiega il Direttore Generale - necessario per concordare una soluzione tra Soprintendenza Belle Arti, Patriarcato di Venezia, Procuratoria di San Marco, è stato possibile risolvere una questione complessa, bloccata da oltre trent'anni, che privava l'Azienda sanitaria veneziana della disponibilità di un gruppo coerente di opere d'arte di eccezionale valore. Infatti, da quando nel 1992 l'Isola di San Clemente, già ospedale psichiatrico, era stata venduta a compratori privati stranieri, i venti grandi dipinti, con le otto sculture, esclusi dalla compravendita, sono rimasti in custodia in un deposito del Museo del Patriarcato, in quanto l’Amministrazione dell’Ulss, in quel periodo, non era in grado né di garantirne la tutela né tantomeno di esporli con le dovute condizioni di salvaguardia in locali adeguati".

La Direzione dell’Ulss ha così avviato una complessa procedura per recuperare il patrimonio, certificandone la legittima appartenenza all’Azienda sanitaria e garantendone la pubblica fruizione. "Ci è parso necessario innanzitutto - spiega il Direttore Generale - certificare come queste opere d'arte costituissero una parte quasi 'dimenticata' ma integrante del patrimonio dell'Azienda sanitaria. Dopo aver dimostrato la legittima proprietà di questo patrimonio, che nel frattempo era stato conservato con ogni cura nei depositi del Museo diocesano di Sant'Apollonia, e visibile solo in parte, ci siamo dati spazi e strumenti per tornarne in possesso, garantendo però la possibilità di restituirla alla cittadinanza; e abbiamo conseguito anche questo obiettivo grazie alla Fondazione Scuola Grande di San Marco e della Sanità. È proprio per tramite della Fondazione, recentemente istituita dalla Regione, che abbiamo potuto tornare in possesso di una delle più significative collezioni del Seicento e del Settecento veneziano, che diventa da oggi una splendida Pinacoteca, nel cuore dell'Ospedale di Venezia".

La Pinacoteca inaugurata oggi, alla presenza del Patriarca di Venezia, del Sindaco della città e dell'Assessore alla Sanità della Regione Veneto, resterà aperta stabilmente, nel contesto del Museo della Fondazione Scuola Grande di San Marco e della Sanità: "I venti dipinti - spiega il Direttore della Fondazione, Mario Po' - presentano soggetti religiosi, tra cui un San Michele che sconfigge il drago, una Sacra Famiglia in fuga verso l’Egitto, un'Annunciazione, un dialogo tra Gesù e i discepoli ad Emmaus. Un ciclo a sé stante di sei teleri, realizzati da Jacopo Marieschi, di dimensioni assai considerevoli, narra le vicende collegate all'arrivo di san Romualdo, fondatore dei Camaldolesi, sull'isola di San Clemente, e sulla scelta dirompente del doge Pietro Orseolo di lasciare il potere, nell’anno 978, e di abbracciare la vita monacale proprio in seno a questa comunità. Ai dipinti si aggiungono le otto sculture, alcune delle quali sono opera di Giusto Le Court, conosciuto come 'il Bernini dell'Adriatico' per via del livello della sua vena artistica".

"Anche attraverso questa operazione rilevante sul fronte amministrativo e artistico, l'Ospedale di Venezia - sottolinea il Direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima - persegue l’obiettivo di coniugare la cura e la bellezza, l’assistenza sanitaria e la proposta culturale e artistica come contributo alla promozione della salute delle persone. Questo obiettivo può essere perseguito al meglio, io credo, nell'Ospedale di Venezia; e obiettivo che siamo fieri di presentare, come testimonianza ed esempio, agli Ospedali storici di tutta l’Italia, che proprio in questi giorni si riuniscono a congresso al Santi Giovanni e Paolo, rilanciando, associati in ACOSI, la propria duplice missione di luoghi d’arte e di luoghi di medicina".

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400