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veneto
24.01.2026 - 16:18
VENEZIA - Dal 2029 andare in pensione potrebbe richiedere fino a tre mesi in più rispetto ai requisiti attuali, con l’età anagrafica che salirebbe a 67 anni e 6 mesi. Lo scenario emerge dall’ultimo aggiornamento del “Rapporto sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario” della Ragioneria Generale dello Stato, basato sui dati Istat aggiornati a settembre 2025, anticipato dal Sole 24 Ore. Nel rapporto precedente, aggiornato al 2025, era stimato un aumento di soli due mesi a partire dal 2029.
Secondo le tabelle del rapporto, i requisiti anagrafici stimati sulla base dello scenario demografico Istat mediano (base 2024) per accedere alla pensione di vecchiaia salirebbero a 67 anni e 6 mesi per il biennio 2029-2030, mentre per il pensionamento anticipato servirebbero 43 anni e 4 mesi di contributi, con un anno in meno per le donne. Attualmente il requisito per la pensione di vecchiaia è di 67 anni, mentre per quella anticipata è di 42 anni e 10 mesi (1 anno in meno per le donne). Il rapporto precisa comunque che “gli adeguamenti effettivamente applicati risulteranno quelli accertati dall’Istat a consuntivo”.
Il percorso degli adeguamenti prevede incrementi graduali: dal 2027 l’età per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 1 mese, nel 2028 a 67 anni e 3 mesi; per il pensionamento anticipato, invece, i requisiti passeranno a 42 anni e 11 mesi nel 2027 e 43 anni e 1 mese nel 2028. Successivamente, dal 2031 è stimato un ulteriore aumento di due mesi, seguito da un incremento di un mese nel 2033. Lo scenario analizzato dalla Ragioneria copre un arco temporale fino al 2084, stimando un adeguamento cumulato dei requisiti anagrafici pari a 4 anni e 9 mesi e dei requisiti contributivi per il pensionamento anticipato pari a 4 anni e 4 mesi.
Sul fronte economico, i dati Inps relativi al 2025 mostrano un leggero aumento dell’importo medio mensile delle pensioni, passato da 1.218 euro nel 2024 a 1.229 euro nel 2025, mentre il numero complessivo di pensioni erogate è diminuito da 901.152 a 831.285. Nel dettaglio, le pensioni di vecchiaia sono state 267.332, quelle anticipate 202.708, di invalidità 53.601 e ai superstiti 210.863. Nel 2024, invece, le pensioni di vecchiaia erano 276.603, quelle anticipate 225.046, di invalidità 62.400 e ai superstiti 238.832.
Rimane, purtroppo, un profondo divario di genere: le donne continuano a percepire assegni pensionistici mediamente più leggeri del 26% rispetto agli uomini, evidenziando come il gap tra generi nel sistema previdenziale italiano sia ancora marcato.
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