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Chioggia
25.01.2026 - 15:32
Una mattina di pioggia e una fessura che all’inizio sembra poca cosa. Poi, metro dopo metro, la sede stradale accenna a scendere. Sotto, i terrapieni che reggono la rampa di accesso alla strada statale 309 “Romea” vibrano, si assestano, danno segnali che i tecnici non possono ignorare. È domenica 25 gennaio 2026: a Chioggia, prima e dopo il ponte sopra la Romea, l’“ossatura” di terra mostra una grave instabilità e il cedimento è un fatto. Scatta la prudenza: gli svincoli verso Sottomarina vengono predisposti alla chiusura d’emergenza, la mobilità si ricalibra in poche ore, e per chi arriva da Padova o Venezia lo sbocco naturale verso il litorale non è più praticabile. A firmare l’ordinanza contingibile e urgente – nel giorno successivo, lunedì 26 gennaio – sarà il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao.
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Le verifiche effettuate nella mattinata di domenica 25 gennaio dai tecnici del Settore Lavori Pubblici del Comune di Chioggia hanno evidenziato una instabilità significativa dei terrapieni in corrispondenza del ponte sopra la statale 309 “Romea”, con cedimenti visibili sulla sede stradale. La priorità è diventata immediatamente la sicurezza di automobilisti e residenti. Per questo motivo, il Comune ha annunciato la chiusura degli svincoli in direzione Sottomarina e la predisposizione di un piano di deviazione per tutto il traffico in arrivo da Padova o Venezia. La firma dell’ordinanza da parte del sindaco Mauro Armelao è fissata per lunedì 26 gennaio.

“Non posso permettermi che vi sia anche il minimo rischio per le persone. A Chioggia la sicurezza viene prima di tutto”, ha spiegato Armelao, dando la misura della scelta: meglio interrompere oggi la comoda “porta di servizio” verso Sottomarina che ritrovarsi domani a contare i danni, o peggio.
La chiusura riguarda le rampe che, dalla Romea, immettono verso Sottomarina. Ecco il percorso obbligato e le alternative consigliate per chi proviene da Padova o Venezia. Chi arriva in Romea e imbocca lo svincolo che porta a Porto e Sottomarina: non potrà proseguire verso Sottomarina, perché la corsia sud resterà interdetta; sarà obbligato a dirigersi verso il Porto; per entrare in città, due possibilità: proseguire lungo lo “stradone” dei Saloni e accedere a Chioggia, oppure svoltare su via Turati per raggiungere Borgo San Giovanni e, di lì, Sottomarina.Sarà chiusa anche la corsia di rientro, parallela alla Romea, che riportava verso Sottomarina.
Per i mezzi pubblici, l’informazione è già circolata tra le principali società di trasporto: Arriva Veneto, ACTV e Busitalia stanno adeguando i percorsi e gli orari per garantire la continuità del servizio. La prescrizione è di attenersi alla segnaletica provvisoria e ai messaggi delle app aziendali. L’esperienza delle ultime chiusure notturne o parziali della Romea – come quella tra 24 e 25 luglio 2025 sul Translagunare, comunicata da Arriva Veneto, con ripercussioni su linee e fermate anche in territorio clodiense – mostra che il sistema è in grado di assorbire il contraccolpo, purché l’utenza sia informata e prudente.
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I lavori di consolidamento dei terrapieni sono stimati in circa un mese, tempistica che resta legata alla meteo e alle condizioni operative di cantiere. L’Amministrazione assicura ogni sforzo per ridurre al minimo i tempi. Nel frattempo, saranno aggiornati e informati tutti gli enti competenti: forze di polizia, 118, Veritas, le aziende del TPL e gli altri soggetti coinvolti nella gestione di servizi essenziali.
La SS/SR 309 “Romea” è un’arteria strategica e, insieme, fragile. Il tratto tra Valli e Chioggia è un equilibrio perennemente in manutenzione: dai ponti del Translagunare alle rampe d’accesso, ogni segmento convive con fattori ambientali impegnativi – sottosuoli compressibili, acque vicine, traffico intenso. Negli ultimi due anni, ANAS ha varato e programmato una serie di interventi: dal rifacimento dell’impalcato del ponte “Aleghero” (km 88,564), con transito sempre mantenuto a doppio senso nelle fasi di cantiere, alla manutenzione straordinaria dell’intero Translagunare, organizzata per evitare blocchi prolungati e con eventuali sensi unici solo in orario notturno. Sono lavori “silenziosi” ma strutturali, pensati per recuperare durabilità e sicurezza di opere fondamentali.
In questo scenario, la chiusura odierna degli svincoli va letta come una misura coerente con un’impostazione più prudente: intervenire su micro-criticità prima che diventino macro-problemi. Che il contesto sia complesso lo dimostrano anche gli interventi sul ponte Fossetta – con prove di carico e chiusure notturne programmate a novembre 2025 – e l’incidente di cantiere di metà novembre 2025, quando un’auto sfondò la delimitazione in un’area di lavori lungo la Romea ferendo un operaio. Episodi diversi, stessa lezione: in un’infrastruttura così sollecitata, i margini di errore devono tendere a zero.
La chiusura degli svincoli per Sottomarina non è un fulmine in un cielo sempre sereno. Proprio nelle scorse settimane, è partita una fase di lavori e riassetto viario sull’asse di viale Mediterraneo e del cavalcaferrovia Val da Rio, con un calendario che da 15 gennaio a 1° aprile 2026 prevede sensi unici alternati e, in una delle fasi, la chiusura dello svincolo di accesso a Sottomarina al km 86,700 della Romea. In quell’occasione, la soluzione indicata è stata un percorso alternativo dallo svincolo al km 86,900 in direzione Porto, con transito alla rotatoria Val da Rio: esattamente lo schema che oggi viene riproposto in chiave emergenziale per gestire la stabilità dei terrapieni. L’ordinanza comunale – firmata dal dirigente Luca Sattin – ha già «addestrato» l’utenza a questo cambio di abitudini.
Se si guarda un passo oltre l’urgenza, va ricordato che il Comune e ANAS stanno lavorando anche su strumenti di prevenzione e controllo. Uno su tutti: l’installazione del sistema “Vergilius” sul ponte Translagunare, richiesta dal sindaco Armelao e finalizzata a ridurre la velocità media su un tratto lunghissimo, rettilineo e “tentatore”. Tra i due portali previsti – uno dopo Strada della Larga, l’altro prima del cavalcavia di accesso a Chioggia/Sottomarina/Porto – si misurerà la velocità media, con effetti noti: meno incidenti, meno tamponamenti, più fluidità. Anche questo significa “mettere in sicurezza la Romea”.
Sulle cause specifiche del cedimento odierno occorrerà attendere i riscontri tecnici definitivi. In generale, però, i terrapieni che sorreggono rampe e ponti in aree lagunari o con falde superficiali possono soffrire per una combinazione di fattori: piogge insistenti, carichi dinamici crescenti, materiali storici non più coerenti con gli standard moderni, assestamenti a lungo termine. Ecco perché gli interventi di consolidamento – drenaggi, pali o geogriglie, barriere di contenimento – sono tanto frequenti quanto necessari. La Romea, con i suoi volumi di traffico e la peculiarità del suo tracciato, concentra tutte queste criticità: motivo in più per comprendere la scelta di una chiusura immediata degli svincoli e di un cantiere rapido ma profondo.
Nell’immediato, la chiusura degli svincoli sposterà flussi su Porto, Saloni e via Turati. Qualche ingorgo in più è probabile, ma l’Amministrazione ha scelto di distribuire il traffico su assi in grado di reggere la spinta, senza soffocare il centro storico. La “prova generale” dei giorni scorsi – con il cavalcaferrovia Val da Rio a senso unico alternato e lo svincolo al km 86,700 parzialmente chiuso – offre una traccia: l’utenza non ama le novità, ma si adatta in fretta quando le regole sono chiare e le alternative sono segnalate.
Nel medio periodo, il calendario lavori lungo la Romea non si ferma. Il piano ANAS sul Translagunare – con manutenzioni straordinarie e garanzia del doppio senso – continuerà a dialogare con le esigenze del Comune: consolidare i terrapieni, presidiare i ponti, installare sistemi di controllo della velocità. L’obiettivo resta uno: ridurre la vulnerabilità di un’infrastruttura che serve non solo Chioggia e Sottomarina, ma una buona fetta di Veneto e l’intero litorale adriatico.
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