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Venezia

Rubano l'incasso ai volontari dell'Airc

Tre uomini accerchiano il banchetto delle Arance della Salute: sottratti in pochi istanti circa 600 euro destinati alla ricerca

Rubano l'incasso ai volontari dell'Airc

La scena, per chi l’ha vista, resta appiccicata addosso come il profumo delle arance rosse esposte sul tavolo: un campo storico, il fruscio delle borse di rete, le voci delle volontarie che invitano a donare, poi lo strappo. Tre figure si muovono in tandem, improvviso un semicerchio, il corpo che ostruisce la visuale, la mano che entra dove non dovrebbe. In pochi secondi sparisce la cassa. Con lei anche la fiducia che la mattina, a Campo San Polo, sembrava una certezza. Era la mattinata di sabato scorso, 24 gennaio, il giorno clou delle Arance della Salute di Fondazione Airc. A fine azione ai malviventi restano in tasca circa 600 euro, il frutto di micro-donazioni raccolte tra residenti e visitatori; alle volontarie restano rabbia e sgomento. Il furto – confermato e ricostruito nelle prime ore da La Nuova Venezia – è avvenuto nel cuore del centro storico di Venezia e ha visto in azione un terzetto, con una dinamica tipica dei furti “di contatto”: accerchiamento, distrazione, mano veloce, fuga.

Il paradosso è feroce: mentre migliaia di volontarie e volontari AIRC in tutta Italia distribuivano reticelle di arance rosse, marmellata e miele per sostenere la ricerca oncologica, a Venezia qualcuno ha pensato di fare cassa sfruttando la buona fede. Proprio il 24 gennaio, nel quadro della campagna nazionale che tra piazze e scuole coinvolge “oltre 3.000 punti” di partecipazione, le iniziative hanno animato la città lagunare con i banchetti e i materiali informativi. Il listino della solidarietà lo conoscono bene i donatori: 13 euro per una reticella, 8 per la marmellata, 10 per il miele; un gesto semplice, capace di moltiplicarsi in sostegno alla ricerca per quasi 5.000 ricercatori finanziati dalla Fondazione. Proprio per questo il furto colpisce due volte: materialmente, nella cassa; simbolicamente, nel significato.

L’episodio cade nel mezzo di una delle campagne più riconoscibili di Fondazione Airc, le Arance della Salute, tradizionalmente previste a fine gennaio. L’edizione 2026 ha riportato i banchetti in tutta Italia tra piazze e scuole, con una guida consegnata ai cittadini per distinguere informazioni affidabili da fake su prevenzione, alimentazione e stili di vita. Testimonial di quest’anno, tra gli altri, la ricercatrice-tedofora Paola Storti e la campionessa Sofia Goggia: volti noti che sostengono il messaggio chiave della campagna. Il calendario prevede anche il proseguimento dell’iniziativa nei supermercati da febbraio, con 50 centesimi destinati alla ricerca per ciascuna reticella venduta in oltre 11.000 punti vendita. Un meccanismo virtuoso che trasforma gesti ripetuti in risorse stabili, e che nel 2026 si innesta su un impegno complessivo per la ricerca quantificato in oltre 140 milioni di euro a livello nazionale.

Non è una scoperta dell’ultima ora: Venezia convive da anni con la microcriminalità predatoria, in particolare il borseggio nei luoghi di maggior passaggio turistico. Un dato su tutti: a luglio 2025 la Polizia Locale ha contato circa 900 portafogli recuperati a San Marco dall’inizio dell’anno, spesso svuotati e abbandonati dopo i furti, con circa 100 persone intercettate e deferite per reati collegati al borseggio nei primi mesi del 2025. Numeri che la dicono lunga sulla pressione quotidiana sulle aree più affollate e spiegano l’attenzione dedicata da anni a nuclei specializzati anti-borseggio.

Il fenomeno, complice la densità turistica, rimane tra i più sfidanti in Italia. Nella classifica 2024 dei reati denunciati, la provincia di Venezia si colloca tra le prime dieci, con oltre 41.000 denunce e un peso dei furti superiore alla metà del totale, secondo un’elaborazione sui dati del Ministero dell’Interno. Non tutto è sovrapponibile al centro storico, ma è un indicatore del contesto in cui si muovono cittadini, visitatori e, purtroppo, anche chi vive di sottrazione.

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