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SOCIALE

Caregiver in piazza per chiedere dignità

Le associazioni locali in centro per il Ddl Locatelli

CHIOGGIA - Chioggia scende in piazza a sostegno dei caregiver familiari. Nella giornata di martedì 27 gennaio, un nutrito gruppo di persone e associazioni si è dato appuntamento in centro, rispondendo all’appello del Cfu – Caregiver Familiari Uniti, sceso a Roma per chiedere diritti, riconoscimento e dignità per chi assiste quotidianamente familiari non autosufficienti.

All’appello di Cfu hanno risposto le associazioni “Comitato Insieme si può Aps”, “Sorridiamo Insieme”, “Uildm Chioggia”, “Asnffas Chioggia”, “Sorriso e la Speranza”, “Stelle sulla Terra” e “Prometeo”, dando vita a una mobilitazione pacifica ma compatta e partecipata.

I familiari delle persone non autosufficienti si sono ritrovati per chiedere il riconoscimento del proprio ruolo e adeguati sostegni economici. “Non potendo recarci a Roma – spiegano i rappresentanti delle associazioni – ci siamo dati appuntamento qui, in piazza a Chioggia, per condividere una battaglia che riguarda migliaia di famiglie”.

Al centro della manifestazione il Ddl Locatelli, un disegno di legge definito dalle associazioni parziale e insufficiente, per il quale viene richiesto un confronto prima dell’avvio dell’iter parlamentare.

Il riconoscimento giuridico della figura del caregiver è un passo fondamentale – spiegano le associazioni –. Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri ora passa al Parlamento, ma questo percorso non può essere compiuto senza un confronto reale con le associazioni e con chi ogni giorno sostiene il peso della cura. Serve una legge che non sia un titolo vuoto, ma che porti strumenti concreti, servizi adeguati e tutele previdenziali reali”.

Durante l’iniziativa è stato sottolineato come il caregiver supplisca alle carenze dell’assistenza pubblica. “Dedicando tempo, energie, pezzi di vita. E troppo spesso lo fa in silenzio, rinunciando a lavoro, relazioni, futuro”, ricordano le associazioni, evidenziando come in alcune situazioni la fragilità sia tale da rendere indispensabile l’intervento delle istituzioni, perché “nessuno dovrebbe essere lasciato solo davanti a un compito così grande”.

La manifestazione è stata una presenza fatta di storie, fatica, amore e determinazione. “Ogni passo che compiamo, ogni voce che si alza, ogni sguardo che si incrocia in piazza porta con sé la vostra forza, le vostre storie, la vostra battaglia quotidiana”, hanno dichiarato i promotori, ribadendo che essere caregiver non è un semplice ruolo, ma “una vita intera dedicata all’amore, alla responsabilità, alla cura”, spesso segnata da sacrifici invisibili, notti senza sonno e dalla sensazione di essere dimenticati.

Siamo in piazza non per chiedere pietà, ma per affermare un diritto: la dignità”, hanno affermato con forza le associazioni, chiedendo una società che non si limiti all’assistenzialismo ma che riconosca il valore umano, sociale e civile della cura, senza lasciare indietro nessuno.

Un impegno che guarda al futuro e che non si arresta. “Non ci fermeremo. Non finché ogni caregiver non avrà il riconoscimento che merita. Non finché la cura non sarà considerata un pilastro della società. Non finché nessuno dovrà più sentirsi solo - hanno concluso i rappresentanti delle associazioni -. Oggi eravamo in piazza anche per chi avrebbe voluto ma non ha potuto esserci. E insieme, passo dopo passo, continueremo a costruire il cambiamento”.

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