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LA CERIMONIA
27.01.2026 - 15:42
CHIOGGIA - Chioggia unita nel “Giorno della memoria” per ricordare le vittime della Shoah e riflettere sui valori della pace, della libertà e della dignità umana.
Le celebrazioni ufficiali hanno preso il via alle 10 con l’arrivo delle autorità civili, militari e religiose davanti al palazzo municipale in corso del Popolo. Dopo l’alzabandiera il programma è proseguito con una serie di momenti solenni: gli interventi delle autorità presso la Loggia dei Bandi, la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai Caduti e un omaggio floreale alla lapide commemorativa sotto il portico del municipio.
Particolarmente toccante è stata la posa della pietra d’inciampo in memoria del marinaio chioggiotto Fulvio De Antoni, nei pressi di Riva Vena, e la deposizione di una seconda corona alla biblioteca comunale, dove si trova la lapide dedicata ai cittadini di Chioggia deportati nei campi di concentramento.
La cerimonia è stata accompagnata dalle note del trombettista della banda musicale cittadina e dalla partecipazione degli alunni dell’istituto comprensivo Sottomarina Nord, a testimonianza del coinvolgimento delle nuove generazioni.
Nel suo intervento il sindaco Mauro Armelao ha ricordato il forte valore simbolico della giornata. “Non soltanto un appuntamento del calendario civile – ha affermato – ma un momento di profonda riflessione collettiva per l’intera comunità”.
Il primo cittadino ha ricordato come il 27 gennaio rappresenti l’occasione per fermarsi a riflettere su “una delle pagine più tragiche e dolorose della storia dell’umanità, quella della Shoah, lo sterminio sistematico di milioni di persone innocenti, perseguitate e uccise a causa della loro origine, della loro fede, delle loro idee”.
Secondo Armelao, ricordare significa assumersi una responsabilità concreta. “La memoria è un impegno morale e civile che ci impone di non dimenticare e di trasmettere alle nuove generazioni le lezioni del passato”.
Oltre sei milioni di persone furono vittime dell’odio nazifascista e, ha aggiunto il sindaco, “l’oblio sarebbe una seconda, inaccettabile sconfitta”.
Il 27 gennaio 1945, l’Armata Rossa abbatté i cancelli del campo di Auschwitz. “In quel momento – ha ricordato – l’orrore dei campi di sterminio si rivelò al mondo in tutta la sua crudezza, immagini e testimonianze che ancora oggi ci interrogano e ci chiedono da che parte vogliamo stare di fronte all’ingiustizia e alla violazione dei diritti umani”.
Accanto al ricordo dell’orrore, il sindaco ha voluto evidenziare gli esempi di umanità emersi in quegli anni bui, citando i Giusti tra le Nazioni. “Uomini e donne che scelsero di non voltarsi dall’altra parte – ha detto – mettendo a rischio la propria vita per salvare quella degli altri”.
Più di 20mila persone non ebree che, secondo Armelao, dimostrarono come “la coscienza e il coraggio possano resistere anche nei tempi più oscuri. Onorare i Giusti - ha aggiunto - significa tenere viva una luce capace di squarciare le tenebre dell’odio”.
Il sindaco si è poi rivolto ai giovani e al consiglio dei ragazzi, la cui presenza è stata definita “un segnale forte e incoraggiante per tutta la comunità”. “Siete voi i custodi della memoria di domani, chiamati a trasformare il ricordo in consapevolezza e responsabilità. Attraverso lo studio, l’ascolto, il dialogo e il confronto, potete dare nuova voce alla storia e impedire che venga distorta o dimenticata. Il vostro impegno è la garanzia più autentica affinché i valori della pace, della libertà e del rispetto della dignità umana continuino a vivere.”
Armelao ha quindi ribadito l’importanza di rendere omaggio a chi si è opposto all’ingiustizia e ha difeso la dignità umana anche nei momenti più difficili. “La memoria ci insegna – ha osservato – che il silenzio e l’indifferenza possono avere conseguenze devastanti”.
Da qui l’invito a contrastare con decisione “ogni forma di discriminazione, razzismo e odio”. Nel richiamare il contesto attuale, segnato da conflitti e divisioni, il sindaco ha concluso sottolineando come il Giorno della Memoria debba essere anche un’occasione di impegno e speranza. “Dobbiamo lavorare ogni giorno per una società in cui nessuno venga perseguitato per ciò che è”, ha detto, auspicando che la memoria continui a essere “un faro capace di orientare le nostre scelte verso un futuro più umano, più giusto e più solidale”.
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