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Giorno della Memoria: “Ricordare è un dovere morale e uno strumento per il futuro”

Gli interventi del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani e dell'assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Cultura Valeria Mantovan

Giorno della Memoria: “Ricordare è un dovere morale e uno strumento per il futuro”

VENEZIA – Ricordare la Shoah non è solo un atto di memoria, ma un impegno civile per il presente e per il futuro. È questo il messaggio che arriva dalla Regione del Veneto in occasione del Giorno della Memoria, celebrato il 27 gennaio nell’ottantunesimo anniversario dell’apertura dei cancelli di Auschwitz.

“In un clima internazionale in cui sono cronaca quotidiana le gravi situazioni di guerra e tensioni di ogni tipo, il Giorno della Memoria torna a indicarci l’orrore che può travolgere l’uomo quando si lascia il campo all’odio”, afferma il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. “Non dimenticare il dramma della Shoà è un debito morale verso milioni di vittime innocenti della follia nazista ma anche un impegno a scongiurare la riproposizione di tragedie già vissute in passato, alimentando i valori di pace, rispetto e tolleranza che devono essere alla base della nostra società”.

Il presidente ha preso parte alle celebrazioni ufficiali nel Ghetto di Venezia, luogo simbolo della storia ebraica veneta. “In questo anniversario – prosegue Stefani – mi unisco alla Comunità Ebraica di Venezia per partecipare alle celebrazioni al Ghetto, luogo che riassume mezzo millennio di storia veneta e ricordi drammatici come quelli degli oltre 240 ebrei veneziani deportati dai nazisti, tra i quali gli anziani ospiti della Casa di Riposo Israelitica, vittime della razzia dell’agosto del 1944”. Un richiamo, sottolinea il presidente, che “deve imporre un limite insuperabile a coloro che, ancora oggi, credono non ci sia responsabilità nel giocare con accenti di antisemitismo nella contrapposizione politica e ideologica”.

Stefani ha infine ricordato l’esempio dei Giusti tra le Nazioni: “In questo giorno come Presidente della Regione ricordo con orgoglio anche quella sessantina di veneti a cui è stato riconosciuto il titolo di Giusto tra le Nazioni per aver nascosto e salvato dalla persecuzione centinaia di vittime di un disegno folle che avevano come unica colpa un’appartenenza religiosa”.

Accanto al richiamo istituzionale del presidente, forte anche l’impegno sul fronte educativo ribadito dall’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Cultura Valeria Mantovan. “Il 27 gennaio non è solo una data simbolica, ma un richiamo costante, vivo, alla responsabilità collettiva di ricordare la dimensione di orrore che ha rappresentato la Shoah. La scuola è il luogo privilegiato dove piantare i semi della conoscenza, della comprensione e del rispetto”, sottolinea l’assessore.

Mantovan ha ricordato come la Regione, attraverso la legge regionale n. 5/2020, sostenga numerosi progetti educativi e culturali: dai Viaggi nella Memoria ai programmi formativi per scuole ed enti locali, dai laboratori teatrali alle ricerche storiche e archivistiche. Tra le iniziative citate figurano “Memorie di pietra” dell’Istrevi di Vicenza, il “Treno degli artisti” della Fondazione Atlantide Teatro Stabile di Verona e i progetti di valorizzazione della cultura ebraica promossi dalle comunità di Venezia e Padova.

“Sono state finanziate anche nuove tecnologie e linguaggi interdisciplinari, per trasformare i documenti storici in strumenti educativi attivi”, evidenzia Mantovan, ricordando la digitalizzazione di archivi, la mappatura dei cimiteri ebraici e la realizzazione di contenuti multimediali rivolti ai giovani.

“Il nostro impegno è quello di trasmettere questa memoria alle nuove generazioni – conclude l’assessore – affinché abbiano gli strumenti necessari per riconoscere i pericoli di ogni forma di discriminazione e intolleranza. L’educazione è il nostro strumento più potente. La memoria è il nostro scudo, ma anche la nostra responsabilità per impedire che simili tragedie si ripetano”.

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