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Mercato ittico, è ancora polemica

Tiozzo e Salvagno denunciano decisioni “calate dall’alto”, otto progetti ignorati e mancato dialogo

Mercato ittico, è ancora polemica

CHIOGGIA – Il Partito Democratico torna a sollevare dubbi e critiche sul progetto di spostamento del mercato ittico: “Serve subito una commissione consiliare”. In un video dalla propria sede storica di calle Padovani, i consiglieri comunali Lucio Tiozzo Fasolo e Maurizio Salvagno hanno denunciato l’assenza di un dibattito pubblico e la mancanza di coinvolgimento del Consiglio comunale nella scelta della nuova sede del mercato.

“Un anno fa – ha ricordato Tiozzo Fasolo – il sindaco e l’assessore competente (Maria Rosa Boscolo Chio, poi dimissionaria, ndr) avevano annunciato un trasferimento rapido del mercato ittico. Noi, già allora, avevamo segnalato che mancava un documento fondamentale: il Docfap, ovvero il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali. Senza di esso, non si possono assegnare incarichiimpegnare spese”.

Il Docfap, ha spiegato il consigliere, è lo strumento che consente all’amministrazione di valutare diverse ipotesi progettuali, anche dal punto di vista economico. “Si parlava di 10 milioni di euro per lo spostamento, una cifra che abbiamo subito definito irrisoria e fuori da ogni logica di legge sugli appalti. I fatti ci hanno dato ragione".

La svolta è arrivata a fine dicembre, quando il dirigente comunale Stefano Penzo ha firmato una determina per individuare otto possibili siti alternativi. Il 31 dicembre, l’amministrazione ha scelto l’area ex Coedmar, in zona Val da Rio, di proprietà privata.

“Una decisione presa senza alcun confronto con la città, con il Consiglio comunale o con le categorie economiche – ha attaccato Tiozzo – Perché sono state scartate le altre sette ipotesi, tra cui quella di Punta Colombi che noi avevamo sempre indicato?”.

Il Pd chiede ora la convocazione urgente di una commissione consiliare straordinaria, aperta alla cittadinanza, per discutere pubblicamente le otto proposte e chiarire i criteri che hanno portato alla scelta finale.

“Non si può decidere su un’opera strategica come questa senza trasparenza – ha aggiunto Tiozzo - Anche le risorse indicate nella delibera del 31 dicembre presentano aspetti tecnici poco chiari, che segnaleremo formalmente al sindaco nelle prossime ore”.

A rafforzare la posizione del gruppo consiliare è intervenuto anche il consigliere Maurizio Salvagno: “Già ieri la lista civica – ha messo in discussione la scelta del sindaco, accusandolo di dirottare fondi su capitoli non condivisi. È la conferma che le nostre osservazioni erano fondate".

Salvagno ha inoltre lanciato un monito sul rischio di danno erariale: “Se non c’è copertura totale della spesa, non si può attivare alcun provvedimento. E le otto ipotesi progettuali vanno da 15 a oltre 100 milioni di euro. Nessuno ci ha informati, se non la stampa. Per questo abbiamo chiesto una commissione urgente: vogliamo sapere cosa intende fare il sindaco su un’opera così importante per la città".

Il Partito Democratico rivendica dunque il proprio ruolo di vigilanza e propone un confronto democratico e trasparente con tutta la cittadinanza. “Abbiamo corretto la rotta dell’amministrazione – ha concluso Tiozzo – Ora pretendiamo che le scelte vengano condivise".

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