Cerca

veneto

Tatuaggi e rimozioni, arriva l’obbligo del consenso informato

Il disegno di legge passa al Senato

Tatuaggi e rimozioni, arriva l’obbligo del consenso informato

VENEZIA - Farsi un tatuaggio o decidere di cancellarlo non sarà più soltanto una scelta estetica, ma un atto che richiederà una firma formale e consapevole. È quanto prevede un disegno di legge già approvato dalla Camera e ora all’esame del Senato, dopo una parziale modifica introdotta dalla Commissione Sanità, che introduce l’obbligo del consenso informato per chiunque si sottoponga a tatuaggi o alla loro rimozione.

La norma equipara i tatuaggi ai trattamenti estetici, e in parte anche a quelli sanitari, per i quali il consenso informato è già previsto dalla legge del 2017. La novità trova spazio all’interno di un ddl dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione sul melanoma, un provvedimento più ampio che comprende l’istituzione di una Giornata nazionale, campagne di screening capillari e l’utilizzo della telemedicina. In questo contesto si inserisce anche una stretta sulle pratiche di tatuaggio.

La disciplina è contenuta nell’articolo 3 del disegno di legge, il punto su cui la Commissione Sanità è intervenuta in modo più significativo. L’obiettivo è garantire che i clienti dei tatuatori ricevano un’informazione completa e documentata sui rischi per la salute connessi non solo all’esecuzione dei tatuaggi, ma anche alla loro eventuale rimozione, oltre alle precauzioni da adottare dopo il trattamento. L’informazione dovrà essere fornita per iscritto e non soltanto verbalmente.

Prima di sottoporsi alla procedura, il cliente dovrà quindi sottoscrivere una dichiarazione di consenso informato. Il documento dovrà essere controfirmato dal tatuatore, che avrà anche l’obbligo di conservarlo, rendendolo disponibile in caso di controlli da parte delle autorità competenti. Si tratta di una responsabilità condivisa, che coinvolge sia il professionista sia la persona che sceglie di tatuarsi.

I dettagli operativi della nuova disciplina non saranno però definiti direttamente nel testo del disegno di legge. È infatti prevista l’emanazione di un decreto specifico del ministro della Salute entro sei mesi dall’approvazione definitiva del ddl. Il decreto dovrà essere adottato previa intesa con Regioni e Province autonome e dopo il confronto con l’Istituto Superiore di Sanità, e avrà il compito di stabilire contenuti, modalità e tempi di conservazione del documento di consenso informato che i clienti saranno chiamati a firmare.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400