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PROGETTI
28.01.2026 - 12:40
Il sifone Papafava l’intervento più rilevante. Obiettivo evitare sprechi e correggere i valori dei consumi
CAVARZERE -Cavarzere al centro di un intervento strategico per il futuro dell’irrigazione agricola dell’intero territorio. Il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo ha infatti ottenuto un finanziamento di 225.400 euro dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per l’installazione di nuovi sistemi di telemetria idrica su nove prese di prelievo irriguo, tra cui spicca il sifone Papafava di Cavarzere, la derivazione con la portata concessa più elevata dell’intero progetto.
L’assegnazione delle risorse è avvenuta a seguito dell’approvazione del Decreto Disr I 358623 del 1° agosto 2025, con il quale il Ministero ha messo a disposizione oltre 2,6 milioni di euro complessivi per finanziare interventi su almeno 61 fonti di prelievo idrico a livello nazionale, tutte caratterizzate da concessioni pari o superiori a 100 litri al secondo.
Il Consorzio Adige Euganeo è rientrato tra i 14 enti beneficiari del bando, ottenendo le risorse necessarie per intervenire su impianti considerati cruciali per la gestione del servizio irriguo. L’intervento consentirà di installare misuratori di portata su nove opere di presa oggi prive di strumenti di misura diretta. Attualmente, infatti, il volume d’acqua prelevato da fiumi e canali viene calcolato attraverso stime e misurazioni indirette. La nuova strumentazione permetterà invece di contabilizzare con maggiore precisione il reale prelievo idrico, fornendo dati certi e affidabili per un corretto bilancio dei volumi utilizzati durante la stagione irrigua e per una programmazione più puntuale dei futuri investimenti infrastrutturali. L’obiettivo dichiarato è evitare sprechi e correggere eventuali valori sovra o sottostimati dei consumi.
La portata dell’intervento è ampia e interessa diversi comuni tra le province di Padova e Venezia. Nel dettaglio, saranno dotate di misuratori due prese sul fiume Adige nel territorio di Masi, il terzo bacino in località a valle del ponte Badia e il quarto bacino in località Colombare, entrambe con una concessione di 180 litri al secondo e a servizio di 8.542 ettari. A Sant’Urbano verranno interessati il primo bacino in località Palazzo Rosso, con una concessione di 418 litri al secondo, il secondo bacino in località Cà Morosini, con una portata concessa di 100 litri al secondo sempre a servizio di 8.542 ettari, e l’impianto irriguo Mora–Livelli che preleva dal fiume Fratta-Gorzone con una concessione massima di 150 litri al secondo per l’irrigazione di 3.997 ettari.
Nel territorio di Monselice l’intervento riguarderà il quinto sifone Motta, che deriva acqua dal canale Bisatto con una portata massima concessa di 500 litri al secondo destinata all’irrigazione di 14.755 ettari, mentre a Pernumia sarà interessato il sifone Bagnarolo, che attinge dall’omonimo canale con una concessione di 400 litri al secondo a servizio della stessa superficie agricola. Ad Anguillara Veneta verrà installato il misuratore al sifone Beolo, che preleva dal fiume Fratta-Gorzone con una concessione di 1.330 litri al secondo, sempre per l’irrigazione di 14.755 ettari. Il punto più rilevante del progetto è rappresentato dal sifone Papafava, che preleva acqua dal fiume Fratta-Gorzone con una concessione di ben 4.000 litri al secondo, la più elevata tra quelle interessate dall’intervento, destinata anch’essa all’irrigazione di 14.755 ettari.
L’installazione dei nuovi dispositivi assume un valore ancora più strategico nel contesto del rinnovo delle concessioni di derivazione dall’Adige e dagli altri fiumi. Concessioni che, nella maggior parte dei casi, confermano le portate storicamente derivate senza consentire aumenti, nonostante gli effetti dei cambiamenti climatici e i sempre più frequenti periodi di siccità che mettono sotto pressione le colture. In questo scenario, la possibilità di misurare con esattezza il prelievo idrico diventa uno strumento essenziale per una gestione più oculata della risorsa e per migliorare la distribuzione dell’acqua alle campagne.
Le opere previste, che saranno appaltate nel rispetto delle norme del Codice dei Contratti Pubblici, dovranno essere completate e rendicontate nel corso del 2026. Il progetto prevede la fornitura e la posa di misuratori di portata elettromagnetici, idonei all’installazione sotterranea o permanente sott’acqua, dotati di sistemi di archiviazione e trasmissione sicura dei dati tramite comunicazione criptata su rete mobile.
Una volta alimentata elettricamente dai punti di allaccio del Consorzio, la nuova strumentazione sarà integrata nella rete di telecontrollo consortile, rafforzando il monitoraggio e la gestione dell’acqua in un’area dove la risorsa idrica rappresenta un elemento vitale per l’economia agricola.
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