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IL COMMENTO
02.02.2026 - 15:26
SOTTOMARINA –La revisione della tassa di soggiorno approvata dalla giunta nei giorni scorsi continua a far discutere. Tra le voci più critiche c’è quella di Giorgio Bellemo, presidente di Ascot, che giudica la manovra “sbilanciata” e incapace di tenere conto delle differenze tra le varie tipologie di strutture ricettive.
Gli aumenti non convincono Bellemo, secondo cui sarebbe stato necessario distinguere meglio tra le diverse fasce di clientela e chiarire in modo trasparente come verranno utilizzate le maggiori entrate.
“Non siamo contrari all’imposta di soggiorno, anzi – precisa Bellemo – Ma leggendo la delibera mi è tornato alla mente Superciuk, il personaggio di Alan Ford che ruba ai poveri per dare ai ricchi. La logica sembra la stessa: alcune strutture non subiscono aumenti, altre sì, e non tutte nella stessa misura”.
Il riferimento è alle differenze tra hotel di fascia alta – quattro e cinque stelle – e strutture economiche, come alberghi a una o due stelle, affittacamere e aree sosta attrezzate.
Bellemo chiarisce che non si tratta di etichettare i turisti come ricchi o poveri, ma di riconoscere che ogni struttura offre un tipo diverso di esperienza e che questo dovrebbe riflettersi nella politica tariffaria.
“Il provvedimento poteva essere costruito meglio – afferma – E condivido quanto detto dal presidente di Federalberghi: gli aumenti arrivano senza un vero piano di investimenti. Prima serviva una programmazione seria, non interventi spot”.
Il presidente di Ascot conclude con una stoccata alla nuova Fondazione Turismo: “Così com’è, rischia di trasformarsi in un semplice marchettificio, invece che in uno strumento strategico per il turismo”.
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