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PESCA
04.02.2026 - 17:04
"Più sicurezza sui pescherecci".
CHIOGGIA - Due tragedie in mare riaccendono l’allarme sulla sicurezza: Fedagripesca chiede all’Europa fondi per rinnovare la flotta. Le recenti sciagure avvenute al largo di Portofino e nelle acque di Goro riportano con forza al centro del dibattito un tema che il settore della pesca denuncia da anni: la sicurezza in mare e l’urgenza di rinnovare una flotta ormai troppo vecchia per garantire condizioni di lavoro adeguate. Nel giro di pochi giorni, il peschereccio Acquario è affondato davanti alla costa ligure, causando la scomparsa del comandante Zhouaier Ben Alì Dhib, conosciuto da tutti come “Michele”. A Goro, invece, non si hanno ancora notizie del pescatore Bruno Osti, uscito per recuperare le reti delle anguille.
Due episodi drammatici che hanno scosso profondamente le comunità marittime. “Siamo vicini alle famiglie e alle marinerie colpite - dichiara Paolo Tiozzo, chioggiotto e vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca - questi fatti dimostrano quanto sia urgente affrontare seriamente il tema della sicurezza e del rinnovo dei pescherecci”.
Per Fedagripesca, non si tratta di fatalità isolate: la maggior parte delle imbarcazioni italiane ha superato i trent’anni di età e molte risalgono addirittura agli anni Cinquanta e Sessanta, come l’Acquario, varato nel 1955. Le risorse disponibili, però, non bastano: i contributi per le demolizioni coprono solo una parte delle richieste e gli incentivi per modernizzare o costruire nuove barche sono fermi da decenni. A complicare ulteriormente il quadro arrivano le prime ipotesi sul bilancio europeo 2028-2034, che prevedono un taglio drastico ai fondi destinati a pesca e acquacoltura. Secondo le stime dell’associazione, si passerebbe dagli attuali 6,1 miliardi a poco più di 2 miliardi: una riduzione fino al 63% rispetto al periodo 2021-2027. Un taglio che metterebbe in difficoltà strumenti fondamentali come il fermo pesca, le demolizioni dei pescherecci e il sostegno alle organizzazioni dei produttori, indispensabili per la gestione dell’offerta e la stabilità dei prezzi.
“Il governo sta lavorando per compensare i tagli annunciati, come ha assicurato il sottosegretario La Pietra - spiega Tiozzo - ma serve un impegno anche da parte dell’Unione Europea: sicurezza, innovazione e futuro del settore devono tornare centrali”. L’Italia - ricorda Fedagripesca - è il Paese con il maggior numero di imbarcazioni in Europa e uno dei più rilevanti per potenza motore e stazza. Un ruolo che rende ancora più urgente una scelta politica chiara: senza investimenti per rinnovare la flotta, il rischio è che a pagare siano ancora una volta i lavoratori e le imprese che ogni giorno affrontano il mare.
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