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PESCA

“Urgente affrontare il tema della sicurezza”

Fedagripesca alza la voce per chiedere all’Unione Europa più fondi per il rinnovo della flotta.

“Urgente affrontare il tema della sicurezza”

"Più sicurezza sui pescherecci".

CHIOGGIA - Due tragedie in mare riaccendono l’allarme sulla sicurezza: Fedagripesca chiede all’Europa fondi per rinnovare la flotta. Le recenti sciagure avvenute al largo di Portofino e nelle acque di Goro riportano con forza al centro del dibattito un tema che il settore della pesca denuncia da anni: la sicurezza in mare e l’urgenza di rinnovare una flotta ormai troppo vecchia per garantire condizioni di lavoro adeguate. Nel giro di pochi giorni, il peschereccio Acquario è affondato davanti alla costa ligure, causando la scomparsa del comandante Zhouaier Ben Alì Dhib, conosciuto da tutti come “Michele”. A Goro, invece, non si hanno ancora notizie del pescatore Bruno Osti, uscito per recuperare le reti delle anguille.

Due episodi drammatici che hanno scosso profondamente le comunità marittime. “Siamo vicini alle famiglie e alle marinerie colpite - dichiara Paolo Tiozzo, chioggiotto e vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca - questi fatti dimostrano quanto sia urgente affrontare seriamente il tema della sicurezza e del rinnovo dei pescherecci”.

Per Fedagripesca, non si tratta di fatalità isolate: la maggior parte delle imbarcazioni italiane ha superato i trent’anni di età e molte risalgono addirittura agli anni Cinquanta e Sessanta, come l’Acquario, varato nel 1955. Le risorse disponibili, però, non bastano: i contributi per le demolizioni coprono solo una parte delle richieste e gli incentivi per modernizzare o costruire nuove barche sono fermi da decenni. A complicare ulteriormente il quadro arrivano le prime ipotesi sul bilancio europeo 2028-2034, che prevedono un taglio drastico ai fondi destinati a pesca e acquacoltura. Secondo le stime dell’associazione, si passerebbe dagli attuali 6,1 miliardi a poco più di 2 miliardi: una riduzione fino al 63% rispetto al periodo 2021-2027. Un taglio che metterebbe in difficoltà strumenti fondamentali come il fermo pesca, le demolizioni dei pescherecci e il sostegno alle organizzazioni dei produttori, indispensabili per la gestione dell’offerta e la stabilità dei prezzi.

“Il governo sta lavorando per compensare i tagli annunciati, come ha assicurato il sottosegretario La Pietra - spiega Tiozzo - ma serve un impegno anche da parte dell’Unione Europea: sicurezza, innovazione e futuro del settore devono tornare centrali”. L’Italia - ricorda Fedagripesca - è il Paese con il maggior numero di imbarcazioni in Europa e uno dei più rilevanti per potenza motore e stazza. Un ruolo che rende ancora più urgente una scelta politica chiara: senza investimenti per rinnovare la flotta, il rischio è che a pagare siano ancora una volta i lavoratori e le imprese che ogni giorno affrontano il mare.

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