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05.02.2026 - 17:28
VENEZIA - La Regione del Veneto non si ferma e annuncia il ricorso alla Corte d’Assise d’Appello per ottenere il riconoscimento del danno d’immagine subito a seguito della vicenda Pfas, uno dei più gravi casi di inquinamento ambientale mai registrati sul territorio regionale. La decisione è stata assunta dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore agli Affari legali Filippo Giacinti.
Con il provvedimento, la Regione ha conferito mandato all’avvocato Alberto Berardi, che aveva già assistito l’ente nel processo di primo grado ottenendo un risultato rilevante, affinché avvii l’azione legale in secondo grado.
Come ricostruisce l’assessore Giacinti, con la sentenza n. 1/2025, depositata il 23 dicembre scorso, la Corte d’Assise di Vicenza ha concluso il processo di primo grado nei confronti degli ex amministratori ed ex dirigenti della Miteni Spa e delle società che nel tempo ne hanno proseguito l’attività. Gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli di gravi reati ambientali, tra cui l’avvelenamento delle acque e il disastro ambientale, per l’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) che ha interessato le falde acquifere, le acque superficiali e gli acquedotti del territorio vicentino e delle aree limitrofe.
I giudici hanno inflitto pene detentive agli imputati e disposto il risarcimento dei danni alle parti civili. Alla Regione del Veneto è stato riconosciuto un risarcimento per danni patrimoniali pari a 6.576.357,72 euro.
Non è stata invece accolta la richiesta di risarcimento per il danno non patrimoniale all’immagine dell’ente regionale. La Corte ha motivato la decisione ritenendo che lo stato di emergenza dichiarato dal Governo abbia riguardato soltanto alcune Province e non l’intero territorio regionale.
Una valutazione che la Regione non condivide. «La vicenda PFAS ha avuto un impatto che va ben oltre i confini provinciali – sottolinea l’assessore Giacinti – e ha inciso sull’immagine e sull’affidabilità dell’istituzione regionale. Per questo motivo la Regione ha deciso di ricorrere in appello, con l’obiettivo di ottenere un pieno riconoscimento dei danni subiti e tutelare gli interessi del territorio e della popolazione veneta».
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