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veneto
05.02.2026 - 18:05
VENEZIA - Il fenomeno dello spoofing è sempre più diffuso e insidioso: truffatori sofisticati falsificano il numero del mittente per far sembrare una chiamata o un SMS proveniente da una banca, un ente pubblico o un contatto di fiducia. L’effetto è immediato: chi riceve la comunicazione crede di avere davanti un interlocutore legittimo, ma in realtà sta parlando con un truffatore.
A spiegare come funziona lo spoofing telefonico il canale whatsapp "Occhio alle truffe": il numero visualizzato sul display sembra “ufficiale”, spesso di un servizio pubblico o di un’istituzione nota. Chi risponde si trova dall’altra parte un truffatore pronto a carpire informazioni personali o indurlo a compiere azioni che possono avere conseguenze economiche. Un esempio tipico riguarda i finti CUP telefonici, che contattano gli utenti fingendo di offrire servizi sanitari.
Lo spoofing SMS è ancora più subdolo. Il messaggio truffa appare nello stesso thread delle comunicazioni reali della banca o del corriere, mescolandosi ai messaggi autentici. Questo rende molto difficile distinguere il reale dal falso. Non sono rari i casi in cui messaggi di alert per la SPID inviati da PosteInfo vengono mescolati a comunicazioni truffaldine, anch’esse firmate come PosteInfo.
La regola d’oro per difendersi è semplice: il numero o il nome visualizzato sullo schermo non garantiscono l’autenticità della comunicazione. Se vi viene chiesto di fornire dati personali, codici o di compiere azioni urgenti, è molto probabile che si tratti di una truffa. Fermarsi, verificare con i canali ufficiali e non fornire informazioni sensibili sono le prime e più efficaci contromisure.
Con l’aumento di questi raggiri digitali, la prudenza diventa indispensabile: leggere attentamente i messaggi, chiamare solo i numeri ufficiali delle istituzioni e diffidare di richieste improvvise di dati personali sono azioni fondamentali per proteggersi.
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