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06.02.2026 - 16:38
VENEZIA – Una vasta frode fiscale nel settore tessile è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Venezia, che nei giorni scorsi ha dato esecuzione a un sequestro preventivo per un valore complessivo superiore agli 8 milioni di euro nei confronti dei presunti responsabili.
Le indagini, avviate alla fine del 2023, hanno portato alla luce un articolato sistema di fatturazioni false per un importo complessivo di circa 26 milioni di euro. Gli indagati sono 57 imprenditori, tutti di nazionalità cinese ad eccezione di un italiano, operanti tra il Veneto, la Lombardia e altre regioni del Paese.
L’operazione è stata condotta dai militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Venezia ed è partita da una verifica fiscale nei confronti di un imprenditore cinese residente nel capoluogo lagunare, titolare di una società formalmente con sede a Oderzo, in provincia di Treviso. Dagli accertamenti è emerso che l’uomo fungeva da prestanome e che la sede aziendale risultava di fatto inesistente.
La società veniva utilizzata come “cartiera” per l’emissione di un elevato numero di fatture relative a operazioni di vendita mai avvenute, indirizzate a clienti dislocati in tutta Italia, in particolare tra Venezia, Treviso e Milano. Attraverso questo meccanismo, secondo quanto accertato dagli investigatori, venivano evase l’Iva e le imposte sui redditi.
Per risalire ai reali responsabili della frode, spesso schermati da prestanome, le Fiamme Gialle hanno ricostruito i flussi telematici delle fatture elettroniche, geolocalizzando – tramite gli indirizzi IP – le postazioni dalle quali erano stati emessi e registrati i documenti falsi. Ulteriori approfondimenti hanno riguardato le dichiarazioni fiscali e i movimenti finanziari, che hanno evidenziato come parte dei proventi illeciti fosse trasferita all’estero e parte reinvestita in beni di lusso, tra cui immobili, gioielli, capi di alta moda e orologi di pregio.
Il 29 dicembre scorso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Venezia ha emesso il decreto di sequestro preventivo, eseguito nei giorni scorsi. Al momento dell’esecuzione, i finanzieri hanno rinvenuto anche ingenti somme di denaro sui conti correnti: la quantificazione è ancora in corso ma supera già i 2 milioni di euro. Tra i beni sequestrati figurano numerosi orologi di lusso, tra cui un Patek Philippe Nautilus dal valore stimato di oltre 150 mila euro.
Secondo la Guardia di Finanza, l’indagine ha consentito di smantellare «uno strutturato sodalizio nel settore della produzione tessile, dedito alla sistematica emissione di migliaia di fatture false». Al momento non risultano adottate misure cautelari personali.
Sull’operazione è intervenuto anche il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto. «Grande professionalità e notevole capacità investigativa si sono dimostrate ancora una volta la chiave che ha consentito alle Fiamme Gialle di Venezia e alla Magistratura inquirente di arrivare al sequestro di beni e valori per oltre 8 milioni di euro», ha dichiarato, congratulandosi con il personale del Nucleo Operativo Metropolitano di Mestre, con gli altri reparti coinvolti e con la Procura di Venezia.
«Quanto emerso dalla ricostruzione dei flussi telematici – ha aggiunto Stefani – non è solo una frode di grandi dimensioni, ma rappresenta anche un danno per la grande maggioranza di imprenditori, operatori e cittadini che ogni giorno lavorano onestamente, sostenendone gli oneri, spesso in condizioni difficili. Per questo un’indagine di tale portata merita un plauso».
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