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CRONACA
06.02.2026 - 14:27
SOTTOMARINA - Un venditore ambulante, dopo una lunga giornata passata ad offrire cocco ai bagnanti di Isola Verde, stava tornando verso casa quando un uomo lo ha bloccato in un punto isolato della spiaggia. Prima un colpo violento al volto, poi la lama di un coltello mostrata senza esitazione. L’ordine era chiaro: consegnare tutto il denaro guadagnato. Per evitare conseguenze peggiori, l’ambulante ha ceduto i 390 euro che aveva con sé.
Scosso ma determinato, poche ore dopo si è presentato dai carabinieri. Ha descritto l’aggressore con tale precisione che gli investigatori sono riusciti a rintracciare rapidamente il sospettato. All’epoca, durante il primo confronto, la vittima non aveva dubbi: quello era l’uomo che lo aveva rapinato.
Da allora, però, è trascorso quasi un decennio. Il fascicolo è passato tra diversi magistrati, fino ad arrivare alla sostituta procuratrice Laura Villan, che lo ha portato in aula ieri mattina. L’imputato non si è presentato ed è stato giudicato in contumacia.
Il punto decisivo, però, è stato un altro: il tempo. Nove anni hanno eroso la sicurezza della vittima, che davanti alla fotografia dell’accusato non ha più saputo affermare con certezza che fosse lui. Quel margine di incertezza, per la legge, è sufficiente. Il collegio giudicante ha quindi pronunciato l’assoluzione per mancanza di identificazione certa.
Paradossalmente, la lentezza del procedimento ha finito per diventare l’elemento che ha salvato l’uomo accusato della rapina.
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