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Autotrasporto in crisi tra costi alle stelle e concorrenza feroce

I dati dell’Ufficio studi della Cgia

Autotrasporto in crisi tra costi alle stelle e concorrenza feroce

Claudio Gabrielli

VENEZIA - Tir fermi, bilanci sotto pressione e piccole imprese sull’orlo del collasso: il settore dell’autotrasporto in Veneto apre il 2026 in grave difficoltà, tra aumenti dei pedaggi autostradali, rincaro del gasolio e criticità strutturali che mettono a rischio la tenuta economica di migliaia di aziende. Secondo l’Ufficio studi della CGIA, l’incremento dei costi fissi, stimato in diverse migliaia di euro all’anno per ogni mezzo pesante di piccole dimensioni, colpisce soprattutto le realtà più fragili, che non possono contare su rimborsicrediti d’imposta per compensare l’aumento delle accise. Ogni mezzo pesante di piccole imprese potrebbe subire un aumento annuo medio del costo del carburante di circa 2.000 euro, aggravando ulteriormente la pressione sui bilanci aziendali.

Se a questo si aggiungono ritardi nei pagamenti da parte dei committenti, pratica diffusa nonostante l’intervento ministeriale dello scorso ottobre con sanzioni fino al 10 per cento del fatturato annuo, il quadro appare drammatico: molte imprese rischiano seriamente di non riuscire a sostenere i costi, con ripercussioni dirette sull’intero tessuto produttivo regionale.

Negli ultimi dieci anni, il Veneto ha perso 2.142 imprese di autotrasporto, con una contrazione del 24,3 per cento, superiore alla media nazionale. Le province più colpite sono Belluno (-34%), Treviso (-30%) e Rovigo (-28,9%), mentre Verona resta il polo con il maggior numero di ditte attive. Tra le cause della riduzione, oltre alle crisi economiche succedutesi nel tempo, figurano la concorrenza dei vettori esteri, in particolare provenienti dall’Europa dell’Est, e le numerose aggregazioni aziendali che hanno portato a una diminuzione delle imprese monoveicolari, con effetti positivi sulla produttività media ma senza alleviare le difficoltà delle realtà più piccole.

L’autotrasporto resta però un pilastro strategico dell’economia veneta e nazionale. In una regione a forte vocazione manifatturiera, costituita prevalentemente da piccole e medie imprese, il trasporto su strada garantisce il collegamento tra produzione, distribuzione e consumo, assicurando puntualità, cura del carico e integrazione con porti, interporti, aeroporti e ferrovie. Senza gli autotrasportatori, gran parte della filiera produttiva e logistica rischierebbe il blocco in poche ore, con danni economici ingenti.

Le criticità non finiscono qui: infrastrutture datate, margini ridotti, concorrenza agguerrita e carenza di personale qualificato rallentano investimenti in mezzi moderni e tecnologie digitali. Inoltre, la transizione verso soluzioni più sostenibili richiede ingenti risorse economiche e tempi lunghi, che non tutte le aziende riescono a sostenere.

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