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IL CASO

Bagnini, proroga per i minorenni

Il governo concede l’estensione fino a ottobre per gli assistenti al salvataggio sotto i 18 anni

Bagnini, proroga per i minorenni

Ma gli operatori turistici avvertono: serve riforma strutturale su formazione e risorse

SOTTOMARINA - Bagnini minorenni addetti al salvataggio: in dirittura di arrivo l'ok del governo per un'altra stagione estiva, ma il provvedimento non sarà ripetibile anche per il 2027. Nel decreto legge della manovra finanziaria 2026 i tecnici del ministero hanno messo a punto una proroga, che però è limitata categoricamente a ottobre di quest'anno.

Una novità che viene accolta favorevolmente da molti operatori del turismo, che, l'anno scorso, hanno sudato freddo per una novità arrivata all'improvviso e che rischiava di mettere in ginocchio l'intero piano di salvamento dei litorali italiani, Sottomarina compresa.

La normativa, infatti, prevede che non si possa svolgere questo servizio se non si hanno 18 anni, anche se in realtà il corso può essere seguito già a 16 anni. Anche per la prossima stagione non ci saranno problemi, ma in vista del 2027 le associazioni di categoria dovranno trovare soluzioni adeguate per ovviare al problema, di non facile soluzione tenendo conto che il numero di addetti, ogni anno, scarseggia e spesso non basta a coprire le necessità.

“Trovo bizzarro questa modalità operativa del governo - sottolinea il presidente di Ascot Spiagge Giorgio Bellemo - un paio d'anni fa, dopo tante discussioni è stata fatta questa legge che porta a rivedere la figura dell'assistente bagnante. Una legge che, va detto, è fatta anche molto bene perché dà valore a questa professione, tenendo conto della necessità di una buona formazione e di diversi corsi di aggiornamento.

Adesso c'è stato un ulteriore slittamento della scadenza, come già accaduto l'anno scorso. Se è vero che la figura è importante e assolva a una funzione pubblica, non si capisce perché quest'obbligo ce l'abbia solo il gestore degli stabilimenti balneari. Sarebbe giusto venissero lasciate delle risorse alle Regioni per investire in proprio su queste professioni fondamentali”.

C'è poi alla base un problema proprio sulla formazione dei bagnini di salvamento: Chi la fa? Il governo ha predisposto che sia un unico ente a farlo, ma una recente sentenza, che farà giurisprudenza, ha stabilito che questo monopolio non è possibile.

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