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IL PROGETTO

La casa della comunità in aula

Il cantiere rallentato da criticità progettuali, ostacoli operativi e iter sanitari

La casa della comunità in aula

Dall scoperta dell’amianto a variazioni societarie. Il progetto è stato modificato e riparte

CAVARZERE - Ritardi nei lavori della Casa della Comunità: le cause sono legate a una serie di criticità tecniche emerse in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori, in particolare alla presenza di materiale contenente amianto e di ulteriori sostanze pericolose, che hanno imposto approfondimenti, procedure di rimozione in sicurezza e il coinvolgimento del Dipartimento di Prevenzione.

È quanto emerso in Consiglio comunale durante la discussione sull’interrogazione presentata dai consiglieri comunali sullo stato di avanzamento dell’intervento, considerato strategico per il territorio ma che procede a rilento rispetto alle tempistiche inizialmente indicate.

A rispondere è stato l’assessore Marco Grandi, che ha spiegato come, a peggiorare la situazione, siano stati anche cambiamenti societari all’interno del raggruppamento di imprese incaricato dell’opera, che hanno comportato passaggi amministrativi e la sottoscrizione di un addendum contrattuale.

Grandi ha inoltre riportato i chiarimenti forniti dall’Ulss 3 Serenissima a seguito della richiesta protocollata il 30 dicembre 2025. «Nel corso della progettazione esecutiva – ha spiegato l’assessore – è stata riscontrata la presenza di materiale contenente amianto, circostanza che ha richiesto campionamenti, valutazioni specifiche e l’adozione di procedure dedicate».

Il progetto, una volta verificato positivamente, ha subito anche un incremento dei costi legato a modifiche delle soluzioni tecniche. L’approvazione definitiva del progetto esecutivo è arrivata il 10 gennaio 2025, con il conseguente impegno delle risorse economiche aggiuntive.

Ulteriori difficoltà sono emerse dopo la consegna del cantiere, avvenuta nel 2025 con una previsione di 227 giorni di lavori. «Durante l’attività – ha proseguito Grandi – è stata individuata la presenza di altro materiale pericoloso, rendendo necessarie nuove operazioni di rimozione e l’attivazione dell’iter con il Dipartimento di Prevenzione». Solo una volta superate queste criticità è stato possibile procedere con le lavorazioni.

La demolizione dell’edificio esistente è iniziata nel gennaio 2026 ed è in fase di conclusione proprio in questi giorni.

Chiarito il quadro delle cause dei rallentamenti, l’assessore ha ricostruito anche l’iter amministrativo dell’opera. L’intervento rientra in un accordo quadro di Azienda Zero, a seguito di una procedura di confronto competitivo. «Con deliberazione n. 1129 del 29 giugno 2023 – ha ricordato – è stato affidato un appalto integrato di progettazione esecutiva e realizzazione dei lavori».

L’operatore economico individuato era un raggruppamento temporaneo di imprese con Ifm (Italian Facility Management Spa) come mandataria, affiancata da Cop Service Pa, Imprese Consorziate e Servizi Integrati, con Artea Srl come progettista.

Nel corso del 2024, però, sono intervenuti cambiamenti societari rilevanti. «Italian Facility Management – ha spiegato Grandi – ha ceduto il ramo d’azienda relativo agli appalti pubblici finanziati con fondi Pnrr, comprendente anche il contratto di Cavarzere, al Consorzio Codex Arl». La cessione è stata formalmente accettata e l’addendum contrattuale sottoscritto il 30 ottobre 2024. Solo a questo punto è stato possibile procedere verso la fase operativa vera e propria.

Una volta conclusa la demolizione, potranno iniziare i lavori di costruzione del nuovo edificio, di 820 metri quadrati, all’interno della Cittadella sociosanitaria. «Nel corso dei vari incontri – ha sottolineato l’assessore – l’azienda sanitaria ha più volte sollecitato l’appaltatore a garantire continuità ai lavori. Siamo ora in attesa di un nuovo cronoprogramma aggiornato».

Il tema dei ritardi era stato portato in aula dai consiglieri comunali, che avevano evidenziato come il cartello di cantiere indichi ancora l’avvio dei lavori al 19 febbraio 2025 e la conclusione al 5 ottobre 2025, una scadenza ormai irrealistica. Da qui la richiesta di conoscere la nuova data prevista per la consegna dell’opera e di avere chiarimenti sull’importo complessivo, salito a 1.803.429 euro dopo l’approvazione del progetto esecutivo.

Sul fronte dei finanziamenti, l’assessore Grandi ha infine precisato che l’intervento non è legato al Pnrr. «L’opera – ha concluso – è interamente finanziata con fondi propri dell’azienda, derivanti dalla vendita dell’immobile e delle quote societarie della Cittadella della Salute di Cavarzere».

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